Per ottenere i campioni i ricercatori hanno utilizzato un piattino di Petri o uno spirometro personalizzato, posizionandolo sopra il soffio dei delfini durante valutazioni sanitarie autorizzate di cattura e rilascio. Questo metodo ha permesso di raccogliere l’aria espirata da 11 delfini: cinque provenienti da Sarasota Bay e sei da Barataria Bay.
Miranda Dziobak, del College of Charleston in South Carolina, ha spiegato che i campioni raccolti sono stati analizzati al microscopio per identificare particelle che sembravano plastiche, basandosi su colore, texture superficiale e forma. Per confermare la loro natura plastica, i campioni sono stati ulteriormente esaminati tramite spettroscopia Raman presso il Virginia Tech.
I ricercatori hanno anche raccolto campioni dall’aria circostante per confrontare i risultati e determinare se le microplastiche provenissero dall’ambiente naturale o direttamente dal respiro dei delfini.
L’esposizione alle microplastiche negli esseri umani è stata ampiamente studiata, rivelando che l’inalazione è una via primaria di esposizione. Basandosi su queste ricerche, il team ha voluto esplorare l’inalazione come possibile meccanismo di esposizione anche per i delfini. Studi precedenti avevano già esaminato l’ingestione di microplastiche nei delfini, evidenziando differenze tra i tipi di particelle ingerite e quelle sospettate di essere inalate.
I risultati hanno mostrato che tutti gli 11 delfini avevano almeno una particella di microplastica nel loro respiro. L’analisi ha rivelato una miscela di fibre e frammenti, tra cui il polietilene tereftalato (PET), utilizzato nella produzione di tessuti e fibre, e il polietilene (PE), spesso associato alla produzione di abbigliamento e presente nelle acque reflue.
Non è ancora chiaro come la presenza di microplastiche possa influenzare la salute dei delfini. Tuttavia, studi sugli esseri umani hanno dimostrato che l’inalazione di microplastiche può portare a infiammazioni polmonari e altri problemi respiratori. Dato che particelle simili sono state osservate nel respiro dei delfini, questi animali potrebbero essere a rischio di problemi polmonari.