Nel cuore della Thailandia, precisamente nella provincia centrale di Phichit, il monastero di Pa Nakhon Chaibovorn è al centro di un’inquietante vicenda. Un gruppo di cronisti ha portato alla luce la presenza di 41 cadaveri conservati all’interno del tempio, in quello che appare essere un controverso esperimento legato alla meditazione buddista.
Secondo quanto riportato da diverse testate, i corpi potrebbero essere stati donati volontariamente dai defunti stessi o con il consenso delle famiglie, con l’intento di supportare una particolare tecnica meditativa. Tuttavia, l’Ufficio del Buddismo locale ha preso una posizione netta, dichiarando che tali pratiche non rappresentano un aspetto legittimo del buddismo e definendole anomale.
Una meditazione tra bare e resti umani
La tecnica, secondo le testimonianze, prevede che i praticanti meditino accanto a bare contenenti resti umani, un metodo che si rifà a tradizioni antiche del XVIII secolo. Queste pratiche, tuttavia, erano cadute in disuso nel XX secolo e sono considerate marginali, se non completamente estranee, al buddismo thailandese contemporaneo.
Malgrado la presenza di certificati di morte ufficiali allegati ai corpi, le autorità locali stanno conducendo indagini per verificare eventuali irregolarità. Si ipotizza anche il reato di furto di salme, benché al momento non siano stati formalizzati capi d’accusa contro i monaci del tempio.
La reazione delle autorità e il dibattito religioso
L’episodio ha suscitato grande scalpore non solo tra i residenti, ma anche nell’intera comunità buddista internazionale. L’Ufficio del Buddismo di Phichit ha espresso preoccupazione per il danno reputazionale causato dalla vicenda e ha ribadito che pratiche del genere non sono approvate.
Questo caso solleva interrogativi sul confine tra tradizione e innovazione religiosa. Se da un lato si sostiene che i corpi siano stati donati in buona fede, dall’altro resta il dubbio sull’etica di utilizzare resti umani in un contesto meditativo.
Le indagini della polizia potrebbero portare alla luce ulteriori dettagli su come e perché queste salme siano finite nel tempio di Pa Nakhon Chaibovorn. Nel frattempo, il caso continua a dividere l’opinione pubblica e alimenta un acceso dibattito sulla natura del buddismo in Thailandia.