L’inizio di Dicembre promette un quadro meteo dinamico e variabile, con alternanza di fasi stabili e impulsi freddi che potrebbero culminare in episodi di neve a quote medio-basse, soprattutto nel Centro e Nord Italia.
La transizione tra novembre e il nuovo mese sarà influenzata dall’azione di un nucleo di aria fredda che, tra la fine di novembre e il 1 dicembre, continuerà a interessare l’estremo Sud Italia. Residue precipitazioni e rovesci saranno ancora possibili sulle aree ioniche, ma la tendenza sarà verso un graduale miglioramento grazie al consolidamento di un campo di Alta Pressione sul Mediterraneo centrale. Questo garantirà condizioni più asciutte, ma con temperature basse, soprattutto nelle ore notturne e mattutine, per effetto delle inversioni termiche. Le gelate saranno diffuse fino al 2-3 dicembre, in particolare nelle pianure del Nord Italia e nelle vallate del Centro Italia.
A partire dal 4 dicembre, l’indebolimento dell’Alta Pressione favorirà l’ingresso di correnti instabili da Nord-Ovest. Questo cambio porterà il passaggio di due perturbazioni, la prima tra il 3 e il 4 dicembre e la seconda tra il 7 e l’8 dicembre. Entrambe determineranno un aumento delle precipitazioni, con piogge diffuse sul Centro-Sud e la possibilità di nevicate a quote medie sugli Appennini, soprattutto lungo il versante adriatico e nelle regioni interne del Sud Italia. Nel Nord Italia, le perturbazioni saranno più veloci, ma favoriranno nevicate fino a quote medio-basse su Alpi e prealpi, con accumuli significativi nei rilievi.
L’attenzione si sposta poi verso la fase compresa tra il 9 e il 13 dicembre, quando una nuova irruzione di aria fredda potrebbe interessare il Mediterraneo centrale. In questo periodo, lo slancio dell’Alta Pressione verso i settori atlantici e settentrionali europei potrebbe aprire la strada a correnti artiche o polari. Il Centro-Sud sarebbe il più esposto a una fase instabile tipicamente invernale, caratterizzata da piogge diffuse e neve a quote medio-basse, intorno ai 500-700 metri, lungo gli Appennini. Al Nord Italia, i fenomeni potrebbero essere più limitati e rapidi, ma con nevicate a quote basse, specie sui rilievi alpini e prealpini. Le regioni del medio Adriatico e del basso Tirreno risulterebbero le più interessate da queste dinamiche, con piogge insistenti e neve nelle zone interne.
Le temperature saranno generalmente invernali, con valori minimi sotto lo zero nelle pianure del Nord e delle aree interne del Centro Italia, e più miti lungo le coste del Sud Italia, ma comunque inferiori alla media stagionale. Gli accumuli nevosi più consistenti si concentreranno sulle Alpi e sugli Appennini oltre i 1000 metri, ma non si escludono scenari di neve a quote collinari durante le irruzioni più fredde.
L’evoluzione meteo della prima metà di dicembre si preannuncia interessante e turbolenta. Ulteriori aggiornamenti saranno fondamentali per definire con maggiore precisione gli scenari legati al freddo e alle nevicate attese sul territorio italiano.