(TEMPOITALIA.IT) Secondo il modello meteorologico europeo ECMWF, un nucleo di aria fredda porterà un drastico abbassamento delle temperature su tutto il paese, specialmente lungo le regioni adriatiche, che saranno particolarmente esposte al freddo proveniente dall’Europa orientale.
Dopo una breve fase di clima mite, l’anticiclone sta rapidamente perdendo colpi a favore del maltempo. Le isole maggiori già registrano rovesci di intensità rilevante, mentre su molte aree della Penisola si osserverà un abbassamento termico sensibile, con i valori che si assesteranno su medie prettamente invernali. Ecco, nel dettaglio, cosa aspettarsi nei prossimi giorni.
Nucleo freddo tra Grecia, Albania e Sud Italia
Attualmente, un modesto flusso freddo è situato tra la Grecia, l’Albania e il Sud Italia, dove ha già causato una discesa delle temperature senza tuttavia accompagnarsi a fenomeni estremi o precipitazioni significative. Questa massa d’aria fredda tenderà gradualmente a ritirarsi verso Est, ma sarà immediatamente seguita da una nuova ondata di freddo che, dal 12 al 13 novembre, potrebbe scendere dalla Scandinavia. La nuova perturbazione non solo lambirà il Nord Italia, ma potrebbe estendersi velocemente verso la Penisola iberica.
Con l’arrivo di quest’ondata di aria fredda, anche la Spagna e il Portogallo saranno interessati da un abbassamento termico consistente, mentre in Italia si prevede un temporaneo rinforzo dell’alta pressione. Tuttavia, questa alta pressione risulterebbe piuttosto debole e incapace di garantire una protezione completa della nostra penisola. Ciò lascerebbe esposte diverse aree del Paese, in particolare le zone orientali, dove le correnti fredde provenienti dall’Est Europa potrebbero penetrare con facilità, portando un clima rigido su gran parte del territorio nazionale.
Rischio brinate e gelate
Nel corso della settimana, le temperature previste si manterranno costantemente su livelli al di sotto delle medie stagionali, rendendo l’atmosfera decisamente invernale su quasi tutta l’Italia. La massima potrebbe stentare a superare i 15-16 °C, e nelle ore notturne, in molte aree interne, la colonnina di mercurio scenderà drasticamente. In particolare, le valli e le conche del Centro e del Nord Italia potrebbero registrare minime che scivoleranno al di sotto dei 4-3 °C, con un’elevata probabilità di brinate e gelate. La Val Padana sarà tra le zone maggiormente interessate da queste condizioni di freddo intenso, soprattutto nelle prime ore del mattino e durante la notte.
Queste temperature rigide renderanno inevitabili fenomeni di brina su prati, terreni e superfici esposte, con possibili ripercussioni sulla viabilità a causa del ghiaccio che potrebbe formarsi nelle ore più fredde. Anche le zone interne del Centro-Sud, nonostante l’influsso mitigatore delle coste, vedranno minime rigide che potrebbero spingersi verso valori prossimi allo zero nelle notti più fredde.
Scontro tra modelli: ECMWF contro GFS
Mentre il modello europeo ECMWF suggerisce che il freddo potrebbe protrarsi per tutta la settimana, con una prevalenza di correnti fredde da Est, la previsione del modello americano GFS è meno concorde. Secondo il GFS, infatti, si potrebbe osservare un ritorno delle correnti di scirocco, che provocherebbero un innalzamento delle temperature sul Centro-Sud della penisola. Questa divergenza tra i due modelli lascia aperti numerosi dubbi sulle condizioni meteorologiche per la seconda parte della settimana.
Entrambi i modelli indicano quindi scenari differenti, che richiedono ulteriori aggiornamenti per delineare meglio la situazione e comprendere se il freddo di matrice continentale avrà il sopravvento o se le correnti calde di origine mediterranea riporteranno un clima meno rigido sul nostro territorio. (TEMPOITALIA.IT)






