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Gli scenari che si stanno aprendo per la seconda parte di novembre sono tutt’altro che scontati e facilmente prevedibili. Si tratta di situazioni meteo nuove rispetto a quello che ci si poteva aspettare ad inizio novembre quando l’anticiclone sembrava in grado di dettare legge per un periodo di tempo molto lungo.

 

Cosa attendere dopo metà mese?

Dopo metà mese, gli scenari meteorologici attesi sono davvero estremamente incerti. I modelli sono nel totale caos. Questo perché il cambiamento e il cedimento del campo di alta pressione non avverrà per merito delle perturbazioni atlantiche, ma ad opera di alcune gocce fredde che avranno la capacità di destabilizzare la figura anticiclonica. Fatta questa premessa, finché i modelli non saranno riusciti a interpretare con chiarezza  il posizionamento della goccia fredda e dei relativi minimi depressionari secondari che andrà ad originare, tutta quella che è l’evoluzione successiva sarà un continuo balletto modellistico per giorni.

 

Quali scenari si possono ipotizzare dalla metà mese in poi?

In base alle ipotesi del posizionamento della goccia fredda, gli scenari successivi saranno diversi.

Uno scenario prevede l’approfondimento del minimo di bassa pressione tra mar Ligure e Tirreno: si tratta dell’ipotesi che ha perso più credibilità negli ultimi aggiornamenti e sarebbe quella che in seguito attiverebbe il flusso atlantico portando a nuove fasi di maltempo sull’Italia.

Lo scenario che invece prospetta l’approfondimento dei minimi di bassa pressione sul centro Italia in seguito determinerebbe anch’esso l’attivazione del flusso atlantico con nuove fasi di maltempo dopo la metà del mese.

 

L’ultimo scenario, invece, prevede l’approfondimento di un minimo di bassa pressione sulla penisola Iberica con una risposta anticiclonica e mite sull’Italia che durerebbe qualche giorno perché in seguito dovrebbe anche in questo caso essere agganciata la goccia fredda dal flusso atlantico e attivarsi nuovamente maltempo sul Mediterraneo. Questa situazione, però, non esclude che le depressioni possano bloccarsi sulla penisola Iberica e determinare continue risposte anticicloniche sull’Italia.

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