La prima decade di novembre sarà l’esatto opposto della prima decade del mese di ottobre. Saranno sole e mitezza qui a dominare la scena anziché piogge molto abbondanti.
Cosa succederà prossimamente?
Stando agli ultimi aggiornamenti modellistici possiamo già notare delle differenze importanti nel medio termine tra i principali modelli di previsione.
Una cosa è probabile: tutti i modelli propendono per un cedimento, più o meno rapido ed incisivo, dell’alta pressione.
Il modello americano già dal 6 novembre prevede l’instaurarsi di una vera e propria palude barica dove non domina né un campo di alta pressione né un campo di bassa pressione. In seguito dovrebbe sopraggiungere una goccia fredda il cui posizionamento è tutt’altro che chiaro. La goccia stessa, a seconda dell’emissione, balla tra centro Europa ed Italia centro-settentrionale. Si tratta di una situazione ancora poco chiara in tal senso.
Nel contempo, il modello europeo non prevede la formazione di nessuna palude barica, bensì una goccia fredda che però interesserebbe soprattutto il centro-sud Italia. Anche questo centro meteo prevede la fine del dominio anticiclonico verso il 9/10 novembre, ma l’incisività della goccia fredda è decisamente diversa rispetto al collega americano. Il centro meteo europeo prevede una blanda circolazione depressionaria in quota mentre il centro meteo americano prevede un profondo vortice di bassa pressione in quota, il che denota delle differenze importanti soprattutto in termini di termiche e fenomenologia annessa.
Chi avrà ragione?
Dire chi avrà ragione tra centro meteo europeo e centro meteo americano è molto difficile poiché al momento non c’è chiarezza per quanto riguarda l’evoluzione attesa. La situazione è ancora molto incerta. Sembra però probabile che il dominio anticiclonico venga perlomeno disturbato in maniera più o meno importante. Tale disturbo dovrebbe fare da presagio per un nuovo più importante guasto del tempo che avverrebbe nei giorni successivi o comunque verso la metà del mese.