(TEMPOITALIA.IT) La neve nel periodo natalizio è un desiderio di molti, appassionati meteo e comuni cittadini. Eppure, in epoche recenti, è diventata una vera e propria chimera. Chiunque si sia reso conto del calo delle nevicate, ma pochi sanno che la Dama Bianca nel periodo natalizio era una rarità anche in passato. Stiamo parlando di epoche non sospette, fino agli anni novanta, quando poi gli Inverni hanno cominciato a diventare sempre più miti, fino a arrivare al punto in cui siamo oggi.
La colpa del Global Warming
Le ondate di gelo, contraddistinte da un repentino e marcato calo delle temperature, rappresentano fenomeni meteo strettamente legati al complesso intreccio con il cambiamento climatico globale. Nonostante il riscaldamento del Pianeta tenda a ridurre la frequenza di questi eventi, persistono condizioni climatiche locali e globali capaci di influenzarne la durata e l’intensità. Ci sono esempi, oramai non più tanto recenti, di onde gelide proprio nel periodo natalizio.
La rarità della neve a Natale in Italia
Si è spesso sottolineato quanto sia raro osservare nevicate il giorno di Natale in Italia. Va ricordato sicuramente l’Inverno del 1986-87, un con Natale ’86 che è stato eccezionale. Tra il periodo natalizio e la metà di Gennaio, il nostro Paese è stato attraversato da numerose correnti fredde provenienti dalla Russia settentrionale, accompagnate da abbondanti nevicate anche a bassa quota.
Particolarmente degna di nota è l’irruzione di aria fredda verificatasi tra il 25 e il 26 Dicembre 1986. Questa data è considerata unica per via della rarità di irruzioni fredde così intense in tal periodo. Le cronache meteo confermano come, in Italia, un Natale gelido sia sempre stato un evento eccezionale, registrato in pochissime occasioni.
L’Anticiclone delle Azzorre, per una volta il merito fu suo
L’inverno del 1986-87 fu segnato da un’estensione verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre. Questo movimento favorì l’ingresso di masse di aria artica nel Mediterraneo Centrale, generando venti forti da nord-est e un crollo delle temperature al di sotto dello zero in numerose regioni italiane.
Ad esempio, a Pescara, la sera del 24 Dicembre, la temperatura scese fino a -3°C. Durante la notte iniziò a nevicare e il giorno di Natale vide una persistenza della neve, con valori termici compresi tra 0°C e +3°C. Complessivamente, si registrarono 12 mm di neve fusa e circa 20 cm di accumulo nevoso.
Neve e gelo lungo l’Adriatico
Le nevicate non si limitarono a una sola zona, ma interessarono gran parte delle regioni affacciate sull’Adriatico. Ad Ancona, il vento di nord-est soffiò con raffiche che superarono i 95 km/h, mentre la temperatura toccò i -6°C. Qui le nevicate furono abbondanti, ma il fenomeno non si fermò.
Il freddo si spinse verso sud, raggiungendo la Puglia. Tra il 25 e il 26 Dicembre, la neve cadde su città come Bari, Brindisi, Gioia del Colle e Lecce. Persino in Sardegna si registrarono fiocchi di neve: a Olbia, la neve arrivò a imbiancare la città.
Un esempio significativo
La combinazione di correnti artiche e Alta Pressione permise il verificarsi di situazioni estreme, soprattutto nel periodo natalizio. Certo è che ci duole dire che un evento simile era molto raro già in passato, figuriamoci adesso. Nulla ci vieta di pensare a un’ondata di gelo proprio tra Natale e Santo Stefano, però -realisticamente parlando- stiamo dicendo qualcosa che -con ogni probabilità- potrebbe non verificarsi. (TEMPOITALIA.IT)






