
(TEMPOITALIA.IT) E diventato un habituè (letteralmente frequentatore assiduo) del Mediterraneo, oramai negli ultimi anni, l’anticiclone guasta inverno, con suo arrivo e in buon tempismo, proprio da metà dicembre.
Almeno nelle ultime due/tre stagioni, la sua comparsa dicembrina è stata pressoché costante e, una volta preso piede sul Mediterraneo centrale, spesso è riuscito a resisterci per molti giorni, fino a compromettere il core dell’Inverno, se non anche tutto.
Si tratta di un’azione subtropicale anomala rispetto all’andamento canonico stagionale ma che, per via dei cambiamenti climatici, sta diventando una norma. Sarà così anche quest’anno?
Behh, a vedere la prorompente azione di un promontorio di Alta Pressione subtropicale che si innescherà la prossima settimana, sembrerebbe non esserci scampo anche in questa stagione:
come evidenziato nell’immagine barica allegata e riferita a metà circa della prossima settimana, un veemente promontorio anticiclonico di matrice mista, atlantica-nordafricana, invaderà il nostro bacino, piazzando al suolo valori barici fino a 1034 hpa diffusi sul territorio italiano e valori medio-alti anche in quota, fino a 585 dam.
Uno “spauracchio”, a prima vista, ma, c’è del ma... Intanto, come visibile anche dalla stessa mappa barica in anteprima, subito a sinistra dell’Alta, sarebbe in azione un profondo cavo depressionario atlantico inserito in un getto veloce zonale, il quale andrebbe a puntare, nel giro di solo qualche giorno, il Promontorio di Alta e, con elevata probabilità, riuscendo ad abbatterlo in maniera piuttosto decisa.
Ma il solo cavo d’onda troposferico potrebbe essere insufficiente per scardinare il dominio anticiclonico.
Volgendo lo sguaro più in alto, però, si nota (figura sopra) una decisa predisposizione anche della media-bassa Stratosfera a sconvolgere il piano stabilizzante subtropicale.
A dispetto, infatti, di un apprezzabile raffreddamento di questa sezione più alta atmosferica e, dunque, di un rafforzamento del Vortice Polare Stratosferico, un condizionamento verso il basso faticherebbe ad arrivare, con evidente cavo depressionario nella media e bassa Strato direzionato proprio verso il Mediterraneo centrale e l’Italia e il tutto con l’avvento della terza decade di dicembre.
Dinamiche più in alto, queste, che significherebbero dura vita all’anticiclone e, anzi, una buona premessa per crollo del getto in corrispondenza dei meridiani centrali europei e per possibili azioni fredde o moderatamente fredde verso il Mediterraneo centrale.
Dunque, cresta anticiclonica imponente la prossima settimana, ma che sembrerebbe a tempo, destinata a crollare.
Magari un paio di giorni, specie 17/18 dicembre, con termiche in più apprezzabile aumento, anche nell’ordine di 7/8° su buona parte dell’Italia e con temperature diurne senz’altro più miti, ma in modo non esagerato:
al più, potranno toccarsi valori massimi fino a 17/18/19° ed essenzialmente al Sud e sulle isole maggiori.
Nei bassi strati, infatti, l’aumento sarebbe più contenuto su buona parte dle territorio, per via di un apprezzabile irraggiamento notturno, quindi di una inversione termica diffusa e valori poco sopra lo zero o prossimi allo 0° fino al mattino, non solo sulle pianure del Nord, diffusamente anche nelle aree interne del Centro Sud.
Da non dimenticare, poi, che proprio per il corso della prossima settimana, il soleggiamento diurno sarà il più ridotto di tutto l’anno, quindi maggiore fatica in riferimento a un eccessivo riscaldamento diurno, pur in presenza di un robusto anticiclone.
Prospettive confortanti, insomma, in chiave invernale, almeno secondo gli ultimissimi dati, con “lo spauracchio” di un’Alta Pessione insistente” che sarebbe scongiurato e con apertura di scenari anche intriganti proprio a ridosso delle festività natalizie, con buona probabilità all’insegna di una circolazione settentrionale più fredda e con rischio di fiocchi diffusi.
Ci aggiorneremo quotidianamente sull’evoluzione verso le festività. (TEMPOITALIA.IT)







