Circa il tempo per il prosieguo di dicembre si è già rilevato in altre sedi una possibile evoluzione intrigante, in chiave invernale, soprattutto per il corso della terza decade e proprio, dunque, per le festività natalizie e magari, a fasi alterne, fino a Capodanno.
Evoluzione interessante in chiave invernale, poichè dal 20/21 in poi, potrebbero esserci le condizioni per configurazioni bariche di tipo meridiano sul comparto euro-atlantico, con Anticiclone, sì a propulsione zonale, ma con spiccate attitudini a porsi da blocco al flusso oceanico più mite e più umido, proprio in corrispondenza dei meridiani centrali continentali e, così, incentivando più di qualche irruzione dia aria fredda verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.
Insomma, prospettive di una terza decade che potrebbe vedere un tempo più spiccatamente instabile, anche in contesti invernali e magari con comparsa di neve in diverse occasioni, fino a quote medio-basse o anche basse, da vagliare progressivamente nei prossimi giorni su quali aree con maggiore probabilità.
Ma come proseguirebbe, poi, l’inverno nel mese di gennaio? Sono appena state elaborate, dai modelli in questo caso stagionali, le proiezioni bariche e termiche in riferimento proprio al mese clou dell’inverno.
Noi, in questa sede, prenderemo in esame le proiezioni provenienti dal Centro di Calcolo Europeo ECMWF, senz’altro tra i più performanti mondiali.
Iniziamo con il vagliare, innanzitutto, la tendenza di massima mensile emessa dal modello in riferimento al possibile andamento della pressione alle quote medie troposferiche, media geo-potenziali a 500 hpa.
Ebbene, dalla prima immagine allegata (sopra) appare subito evidente come per l’arco dell’intero mese ci siano valori di pressione più elevati su tutto il Centro Est Europa e anche sul Mediterraneo centro settentrionale e sull’Italia.
Dunque un primo dato, questo, che deporrebbe per una prevalenza dell’alta pressione sul nostro territorio nel corso di gennaio. Andando a localizzare di più l’analisi appare, altresì, che sul comparto ionico e poi su quello ellenico e Mediterraneo meridionale centrale, la pressione sarebbe su valori normali cosa che, per il periodo invernale, vorrebbe significare ricorrentemente anche condizioni depressionarie.
Sarebbe verosimile, stando ai dati più in quota, che l’eventuale prevalenza dell’Alta Pressione potrebbe interessare, con maggiore ricorrenza, i settori centro settentrionali italiani mentre, verso le regioni meridionali, potrebbero alternarsi fasi anticicloniche con altre più depressionarie.
Se poi volgiamo lo sguardo all’andamento medio della pressione tracciato sempre dal medesimo modello europeo in riferimento però, questa volta, al livello del suolo e, naturalmente, sempre per il mese di gennaio 2025, si noterà che essa si porrebbe su valori sopra media (colorazione giallo-arancio) in particolare sull’Europa centro-orientale, mentre sul Mediterraneo in genere e anche sull’Europa sud-occidentale, la pressione si manterrebbe su livelli medi o temporaneamente anche medio-bassi (colorazione bianco-celeste).
Dall’insieme dell’analisi barica quota-suolo, possiamo desumere che il mese di gennaio, in via di massima, potrà vedere, sì, una buona ingerenza dell’alta pressione sull’Italia, magari con fasi prevalenti all’insegna di un tempo stabile in via generale, tuttavia con diverse fasi in cui i valori pressori potrebbero deficere in misura maggiore in prossimità del Mediterraneo centro-meridionale, talvolta anche verso l’Ovest del bacino.
Per di più, cosi come rappresentati i massimi anticiclonici, soprattutto al suolo, sarebbe ipotizzabile che, nelle fasi instabili, quindi a regime più depressionario, l’aria associata potrebbe avere una provenienza abbastanza fredda di matrice continentale.
A supporto di questa ipotesi, la terza immagine allegata, che sarebbe la tendenza termica media in prossimità del suolo, prevista sempre per gennaio.
Ebbene, da quest’ultima mappa elaborata sempre dal modello europeo ECMWF, traspare come l’andamento termico medio su buona parte dei settori peninsulari italiani possa essere su diverse aree su valori normali per il periodo, colorazione bianca, o solo leggermente sopra media, colorazione gialla.
Più nello specifico, le regioni dell’Alto Adriatico, il Nord Appennino, l’Emilia Romagna e anche parte del Sud, vedrebbero valori sostanzialmente normali, poco sopra media sul resto del Centro Nord;
valori un po’ più alti sui settori ionici, su Ovest Alpi e, ancora di più, sulle isole maggiori.
In considerazione di un andamento termico nel mese di gennaio negli ultimi anni spesso superiore di 1/2 gradi rispetto alla media storica su tutto il territorio nazionale, questa proiezione ultima, riferita a gennaio 2025, si configurerebbe certamente in controtendenza, a conferma di un possibile gennaio con andamento invernale più canonico.
Magari potrebbero deficere un po’ le precipitazioni, ma nemmeno tanto, tuttavia, quand’anche così fosse, con buona probabilità il mese evolverebbe con valori termici decisamente più vicini alla media che non nei mesi di gennaio degli ultimi 5/6 anni almeno.
Nel contesto europeo, poi, l’Italia si configurerebbe come il paese con le temperature meno calde, quasi in media, insieme alla Francia e all’Est Europa.
In sintesi, un gennaio che potrebbe mostrare, in qualche fase, un volto invernale, magari per qualche fase anche crudo, specie sulle aree peninsulari, come non accade da anni.