Seguici su Google

Dopo la fase estremamente dinamica caduta nel periodo dell’Immacolata, Dicembre sembra volersi prendere una temporanea pausa e riportarci nelle classiche condizioni degli ultimi anni con alta pressione, mitezza sui monti e nebbie al piano. A differenza del solito, però, si nota diversi movimenti interessanti a distanza non troppo lontana.

 

Cosa significa Dicembre in pausa?

Dicembre, dopo l’ultimo atto perturbato di venerdì 13 e sabato 14, si prenderà una pausa. L’atlantico e il freddo cederanno temporaneamente il testimone all’alta pressione e alla mitezza. La mitezza, però, non arriverà ovunque: se sui monti ci sarà qualche giorno abbastanza “caldo” per il periodo, in Pianura Padana non ci si accorgerà di questa scaldata grazie alle inversioni termiche e alle nebbie che potrebbero persistere anche durante la giornata portando alla formazione di galaverna con temperature negative.

Questa fase di alta pressione durerà circa fino al 18/19 Dicembre quando l’inverno tornerà a prendere in mano le operazioni mandando subito in vacanza l’alta pressione dopo la sua temporanea comparsa.

 

Cosa accadrà quindi verso il 20 Dicembre?

Proprio all’inizio della terza decade di Dicembre è previsto un nuovo cambiamento delle condizioni atmosferiche che questa volta partirebbe dalle regioni settentrionali italiane per poi estendersi al resto del paese.

Le perturbazioni atlantiche tornerebbero a transitare da ovest a est sull’Italia interessando prima il Centro-Nord, poi il Sud. Il tutto si verificherebbe in un contesto termico con temperature nella norma. Il flusso atlantico, però, non si accontenterebbe di un solo affondo perturbato, ma cercherà di inviare a ripetizione delle perturbazioni nord-atlantiche in direzione dell’Italia e del Mediterraneo determinando a più riprese situazioni di maltempo che potrebbero protrarsi fino al periodo di Natale o anche oltre.

Questa ipotesi, però, ad oggi è ancora piuttosto incerta. Anche se tutti i modelli matematici vedono un abbassamento del flusso atlantico, non tutti i centri meteo prevedono lo stesso tipo di evoluzione e la differenza sostanziale dipende da quanto realmente l’alta pressione si metterà in posizione tale da impedire affondi perturbati significativi verso l’Italia.

Seguici su Google