
(TEMPOITALIA.IT) Nel giorno dell’Immacolata, domenica 8 Dicembre, una strutturata e ben organizzata saccatura ricolma di aria artico-marittima in quota proverà a tuffarsi nel Mediterraneo e a determinare la formazione di minimi depressionari secondari grazie al contrasto tra il Mar Mediterraneo e l’aria fredda in arrivo.
Quanto c’è di probabile?
L’evoluzione attesa è altamente probabile che si andrà a concretizzare determinando un’importante ondata di maltempo specialmente al Centro-Sud, ma anche il Nord-Est Italia potrebbe dire la sua parte; più ai margini il Nord-Ovest che in vaste aree rimarrà sottovento.
Quello che è incerto rispetto all’evoluzione è il posizionamento dei minimi secondari di bassa pressione che andranno a formarsi con l’affondo della saccatura ricolma di aria fredda a contatto col Mar Mediterraneo, ma per risolvere tali incertezze bisogna portarsi a massimo 48h dall’evento nonostante le variazioni sarebbero ancora possibili.
Cosa si prevede in seguito?
Lunedì 9 e martedì 10 Dicembre ci sarà una fase di maltempo che interesserà il Centro-Sud Italia mentre nella giornata di mercoledì 11 Dicembre piogge e nevicate continuerebbero a interessare il Sud Italia. Tale evoluzione è dettata dallo scivolamento verso Sud dei minimi depressionari che si andranno a formare con l’ingresso della saccatura. Le nevicate tornerebbero a interessare l’Appennino anche a quote basse: lunedì 9 Dicembre tra Emilia-Romagna e Marche la quota neve potrebbe scendere anche al di sotto dei 300 metri mentre altrove si manterrà sui 600/700 metri, più elevata al Sud.
Al Sud Italia, invece, la quota neve scenderà fino a 800/1100 metri a seconda delle diverse aree.
Dopo il maltempo cosa accadrà?
È qui che l’evoluzione a seconda dei diversi modelli presi in esame diverge: vero che la distanza temporale è tanta, ma è vero anche che una manovra invernale come quella prevista creerà un bello scossone sullo scacchiere europeo e, di conseguenza, i modelli faticano a leggere quello che sarà lo scenario successivo.
Ci sono due ipotesi al vaglio e che vengono proposte a fasi alterne: la prima prevede una ripresa del flusso atlantico con l’arrivo di perturbazioni atlantiche anche intense con piogge e nevicate specialmente al Centro-Nord mentre la seconda prevede una vera e propria spanciata dell’anticiclone in direzione dell’Italia facendo sparire tutto quello che d’invernale si era creato nel precedente periodo ad eccezione delle Alpi Orientali.
Ad oggi è molto difficile dire quale potrebbe essere l’ipotesi più probabile; se guardiamo le evoluzioni degli ultimi anni saremmo propensi a dire una spanciata dell’anticiclone, ma è anche vero che ogni stagione invernale è a sé e quest’anno, perlomeno in questa prima metà di Dicembre, ci sono i presupposti perché l’inverno possa fare l’inverno. (TEMPOITALIA.IT)









