Le previsioni meteo tra Natale e Capodanno prospettano l’arrivo di masse d’aria calda nordafricane con valori termici nettamente superiori alla media stagionale. Non sarebbe un caso isolato, considerando che già negli ultimi anni l’anticiclone africano ha avuto un ruolo dominante in pieno inverno.
Le conseguenze di queste condizioni climatiche potrebbero essere particolarmente gravi per le aree montuose, in particolare per le Alpi. La neve, già scarsa, potrebbe essere ulteriormente compromessa dall’arrivo di aria calda. Anche la produzione di neve artificiale, indispensabile per mantenere aperti molti impianti sciistici nel periodo natalizio, potrebbe essere ostacolata dall’innalzamento dello zero termico. Questo fenomeno è reso ancora più problematico dal calo dei venti, tipico delle situazioni di alta pressione, che favorisce un rapido aumento delle temperature. Tuttavia, un tasso di umidità relativamente basso e le giornate più brevi contribuiscono a rallentare la fusione della neve presente.
Le località turistiche di montagna sono tra le più penalizzate in questo scenario, a causa della loro dipendenza economica dal turismo invernale. Al contrario, le regioni costiere e le città d’arte traggono vantaggio da un clima più mite, che rende piacevole trascorrere il tempo all’aperto, nonostante le giornate corte e le notti ancora fredde.
Tuttavia, l’ultima tendenza proposta dai modelli di previsione non è ancora una certezza. C’è la possibilità che l’alta pressione sia meno invasiva di quanto previsto attualmente, che lascerebbe spazio a incursioni fredde da nord-est o da nord-ovest.
Il meteo natalizio, pertanto, resta ancora incerto. I giorni prima di Natale vedranno una moderata irruzione fredda che potrebbe portare qualche nevicata a bassa quota nel settore dell’Italia Padana e sulle colline circostanti. L’arrivo dell’aria artica causerà un netto abbassamento delle temperature nelle zone che attualmente non risentono dell’inversione termica.
Questa ennesima irruzione fredda di dicembre, per quanto breve, testimonia come in questo inizio d’inverno il meteo sia dominato dalla variabilità climatica, in cui l’affidabilità dei modelli matematici è spesso messa alla prova e i periodi freddi contraddistinti da irruzioni di aria artica, o caldi, con rimonte dell’anticiclone subtropicale, siano di solito brevi, passeggeri e alternati.
Fino ad oggi, infatti, questo mese di dicembre sta vedendo temperature all’incirca in linea con le medie del periodo, considerando l’ultimo trentennio, e più fredde rispetto agli ultimi anni, palesando quindi un ritorno alla normalità climatica invernale.