Anche da un punto di vista meteorologico, il fine anno 2024 potrebbe essere davvero col botto. Significherebbe che l’inverno continuerebbe a fare l’inverno sia da un punto di vista termico, sia da un punto di vista delle precipitazioni con una continuità nel tempo dinamico e invernale che sarebbe quasi una notizia rispetto agli inverni dell’ultimo decennio.
Cosa bolle in pentola?
Ciò che bolle in pentola per fine anno è qualcosa di davvero interessante. Il freddo si sta accumulando in maniera importante dove è normale che si accumuli, ossia in Siberia e al Polo. In questo periodo si sta formando l’anticiclone termico, ossia l’anticiclone Russo-Siberiano (meglio conosciuto come l’Orso Russo) caratterizzato da altissimi geopotenziali e al di sotto del quale stazionano masse d’aria estrazione continentale veramente gelide con isoterme nell’ordine dei -15/-20 gradi alla quota di 850 hPa.
Nel contempo, ad Ovest del Mediterraneo l’alta pressione non è così in forma come negli ultimi inverni, per fortuna, e permette maggiormente al tempo di essere più dinamico, meno statico, più freddo e meno mite rispetto ai recenti inverni. Con l’anticiclone in posizione più defilata e quindi (finalmente) in vacanza, le correnti perturbate atlantiche hanno maggior possibilità di inserirsi sul Mediterraneo e determinare ondate di maltempo anche a carattere freddo, ossia caratterizzate dalla presenza di aria artico-marittima. Inoltre, l’anticiclone ha anche la possibilità di salire verso Nord in Oceano Atlantico e determinare la formazione del Ponte di Weikoff, una figura barica che permette il blocco del flusso zonale e l’inserimento di quello anti-zonale.
Fine anno col botto?
Tra le ipotesi c’è anche questo, ossia dopo le festività natalizie, potrebbero esserci le condizioni per l’inserimento di aria molto fredda di estrazione continentale in moto da Est verso Ovest, ossia le condizioni per una possibile ondata di gelo per l’inizio del nuovo anno. Questo perché anche il Vortice Polare non è molto compatto e permetterebbe al freddo di muoversi maggiormente in Europa senza restare intrappolato al Polo.
Un’altra ipotesi, invece, prevede il proseguimento del periodo dinamico con l’inserimento di perturbazioni nord-atlantiche fredde che determinerebbe piogge e nevicate anche a quote basse.
Al momento, però, non è ancora del tutto da scartare l’ipotesi anticiclone. È anche giusto sottolineare come ad oggi i centri meteo prevedano più probabile una fase di tempo dinamico e freddo rispetto alla totale stabilità.