Come non succedeva da tempo, l’inverno ha esordito mostrando subito il suo volto crudo e freddo con anche nevicate precoci nel mese di Novembre al Nord Italia come non capitava da oltre 10 anni. Saranno episodi sporadici o sarà il vero volto che l’inverno quest’anno vorrà mostrarci? Lo scopriremo strada facendo, ma ad oggi ci sono tutti i presupposti perché si possa vivere un vero inverno in Italia come non succede da oltre 10 anni salvo alcuni episodi freddi.
Cosa accadrà?
Se ormai il tempo della seconda decade di Dicembre sembra essere segnato e pare sia l’anticiclone a condizionarlo almeno in parte con anche un afflusso di aria molto mite, il tempo della terza decade è ancora tutt’altro che definito, anche se dagli ultimi aggiornamenti dei modelli prende sempre più corpo l’ipotesi di una riattivazione del flusso atlantico che si abbasserebbe di latitudine e permetterebbe il transito di perturbazioni nord-atlantiche sull’Italia. Tale situazione sarebbe favorevole a precipitazioni, anche abbondanti, sull’Italia settentrionale che ad eccezione di Veneto ed Emilia-Romagna viene da ormai due mesi molto avari di piogge dopo un settembre e ottobre estremamente piovosi.
La terza decade come esordirà?
Secondo gli ultimissimi aggiornamenti dei modelli matematici, la terza decade di Dicembre comincerà sotto il dominio del flusso atlantico che riuscirebbe a penetrare in maniera significativa nel Mediterraneo grazie all’alta pressione che si abbasserebbe di latitudine e si ritirerebbe dalla penisola Iberica consentendo così un importante affondo delle perturbazioni atlantiche.
Ciò che è maggiormente dubbio è la prosecuzione dopo un primo possibile affondo perturbato: i centri meteo continuano ad alternare emissioni dove prevedono un ritorno dell’alta pressione con stabilità sui monti, al Centro-Sud e nebbie in Val Padana ad altre emissioni dove, invece, prevedono un flusso atlantico che continuerebbe a inviare perturbazioni nord-atlantiche in direzione del Mediterraneo in un contesto termico con temperature prossime alla media del periodo.
Ad oggi, possiamo affermare che il peggioramento previsto a inizio terza decade gode di una discreta affidabilità mentre l’evoluzione successivo è ancora estremamente incerta e dubbia.