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La stagione invernale 2024 – 2025 è cominciata con un piede decisamente differente rispetto alle ultime stagioni invernali e sembra possa procedere su binari diversi perlomeno durante questo mese di Dicembre 2024. Si tratta già di un qualcosa di significativo rispetto agli ultimi anni dove era spesso l’anticiclone a dominare in maniera incontrastata la scena.

 

Cosa accadrà prossimamente?

Ci avviciniamo alla metà del mese di Dicembre e il Vortice Polare fisiologicamente in questo periodo vive una fase di rinforzo, ossia tende a chiudersi e a compattarsi, quindi l’aria fredda si ritira verso il Polo, la Siberia o comunque le aree settentrionali dell’Emisfero Settentrionale.

Tale rinforzo, però, sembra avere caratteristiche differenti rispetto alle stagioni del recente passato: non ci sarà una totale chiusura e il Vortice Polare non comincerà a girare come una trottola impazzita con la corrente a getto estremamente tesa, alta di latitudine e non ondulata. Come detto, ci sarà si questo ricompattamento del Vortice Polare, ma il flusso atlantico, a differenza degli anni passati, rimarrà più attivo e più ondulato, meno teso e più basso di latitudine. Questo consentirà alle perturbazioni atlantiche di poter transitare sull’Europa meridionale e coinvolgere quindi anche l’Italia nel corso della terza decade del mese di Dicembre.

 

E il resto d’Europa?

Il resto d’Europa sarà sotto il flusso di correnti occidentali oceaniche. Nel contempo in Est Europa e soprattutto in Siberia in questa fase andrà a formarsi un forte anticiclone termico, ossia il “famoso” anticiclone russo-siberiano che è il responsabile delle ondate di gelo in Italia nel passato. Tale figura anticiclonica prenderà corpo nel corso del prossimo periodo e diventerà un importante serbatoio di aria molto fredda pronto a spingersi verso Ovest nel caso in cui ci fossero le condizioni ideali, ossia un rallentamento della corrente a getto, un’espansione degli anticicloni sulla Scandinavia e, di conseguenza, l’instaurarsi di correnti anti-zonali, ossia da Est verso Ovest che veicolerebbero il freddo e il gelo verso l’Italia e l’Europa Centrale.

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