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L’Atlantico, come detto, farà il suo ritorno in maniera prepotente e decisiva sul Mediterraneo. La porta atlantica si aprirà nuovamente e ci sarà l’occasione di vedere una fase di maltempo entro l’inizio della terza decade di Dicembre.

 

Con il ritorno delle perturbazioni atlantiche tornerà il maltempo

Durante la prossima settimana il tempo vivrà di estremi opposti: si passerà da una mitezza estrema con temperature sopra la media di circa 4/8 gradi a seconda delle diverse aree dell’Italia a una fase con temperature nella media o poco al di sotto e un abbassamento del flusso atlantico.

L’alta pressione arriverà sul nostro paese tra lunedì 16 e giovedì 19 Dicembre raggiungendo il massimo della sua forza tra martedì 17 e giovedì 19 Dicembre quando anche sulle Alpi a quote di 1500 metri si faticherebbe ad andare sotto zero la notte e di giorno si raggiungerebbero valori di circa 10 gradi. In Pianura Padana, invece, le inversioni termiche comanderanno la scena con possibili nebbie persistenti anche durante la giornata. Molto mite anche al Centro-Sud con massime fino a 15/20 gradi.

Il maltempo tra venerdì 20 e lunedì 23 Dicembre tornerà a colpire l’Italia con la possibilità di un passaggio perturbato o più passaggi perturbati che interesserebbero il Nord Italia oltre al Centro-Sud.

 

Vediamo le aree ad oggi che potrebbero vedere le precipitazioni più abbondanti

Il maltempo, come detto, interesserà probabilmente tutto il paese. Ad oggi, vista la grande distanza temporale, è quasi impossibile affermare quale sarà l’area maggiormente colpita dalle precipitazioni, ma nonostante ciò vediamo le prime stime ipotizzate dai modelli matematici.

Stando alle attuali stime dei centri meteo, le aree che beneficeranno delle piogge più abbondanti fino alle porte del Natale saranno le regioni dalla Toscana verso Sud ad eccezione della Puglia che rimarrebbe ai margini. Al Nord, invece, potrebbero beneficiare di buone precipitazioni Trentino Alto-Adige, Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte su aree confinali; bisogna sottolineare come proprio al Nord vige la massima incertezza sull’interessamento o meno di queste aree dai passaggi perturbati attesi.

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