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La circolazione instabile a carattere relativamente freddo, continuerà anche per la prossima settimana.

 

Ci saranno, tuttavia, delle fasi di fisiologico rilassamento dell’azione depressionaria, ma anche altre in cui l’azione frontale vedrà temporanee esaltazioni.

In linea di massima, per i prossimi giorni, l’instabilità si farà sentire di più sulle regioni centro-meridionali e, tra queste, in misura maggiore sui settori del medio e basso Tirreno dove, a tratti, potrà tornare a piovere in maniera significativa.

 

Fino a martedì 10, la configurazione barica favorirà precipitazioni di un certo rilievo anche sul medio-alto Adriatico, in particolare tra Marche ed Emilia Romagna.

In via generale, al Nord i fenomeni saranno meno presenti fino a metà settimana circa, ma farà eccezione, appunto, l‘Emilia Romagna, regione che continuerà a essere esposta ad un flusso orientale abbastanza instabile.

 

Su questa regione, tra l’altro, continuerà a essere presente un contesto termico probabilmente il più freddo di tutto il paese, con ancora occasioni per locali nevicate a quote collinari o di bassa montagna.

Ma sono previste ancora occasioni per neve bassa nei prossimi giorni? La risposta è, sì. Per quando termicamente l’atmosfera continuerà a non essere molto predisposta per neve a bassa quota, dopo metà settimana entrante, potrebbero ( il condizionale è d’obbligo) tornare a crearsi temporaneamente condizioni favorevoli su aree circoscritte del territorio.

 

In particolare, verso venerdì 13, un nuovo approfondimento depressionario in quota, più decentrato sull’Ovest del nostro bacino, tra Spagna, Francia, Baleari e il Golfo del Leone, potrebbe indurre la formazione di un temporaneo minimo depressionario in prossimità dell’alto Tirreno.

Un’azione vorticosa nei bassi stati così collocata, oltre ad arrecare un nuvo peggioramento del tempo anche verso il Nord, richiamerebbe temporaneamente correnti più fredde orientali proprio verso le aree settentrionali, sebbene ancora una volta non particolarmente fredde.

Per di più, tra Mercoledì 11 e giovedì 12, i cieli sulle regioni settentrionali potrebbero temporaneamente aprirsi anche nelle ore notturne e, dunque, una maggiore serenità del cielo di notte favorirebbe una inversione termica più significativa nei bassi strati.

Nella sostanza, segnatamente per  venerdì 13 dicembre, ricorrenza di Santa Lucia, allo stato attuale dei dati, ci sarebbe opportunità per un peggioramento anche al Nord, con piogge diffuse, neve su Alpi a quote medio-basse, ma occasione per neve anche bassa.

 

Nella mappa interna, abbiamo evidenziato le aree più esposte, con stima della possibile quota neve.

Si tratta dei settori meridionali del Piemonte, delle aree interne liguri, Sud Pavese e ancora una volta dei settori emiliani appenninici e anche di quelli prossimi all’Appennino.

 

Su questi settori e alle quote indicate, potrebbero accumularsi tra i 5 e i 10 cm o anche oltre localmente, con possibile comparse di fiocchi fino al piano.

Nulla escluderebbe, tuttavia, data una distanza ancora importante, che l’azione depressionaria possa essere più estesa e profonda, che l’inversione termica precedente più sostanziosa e che la neve bassa o pianeggiante possa essere più diffusa per la fase considerata.

 

Su questa nuova ipotesi di neve bassa al Nord, torneremo a dettagliare nei nostri quotidiani aggiornamenti.

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