Ondate di gelo e di freddo sempre più rare: cosa succede nel meteo? Scopriamolo insieme. Ce ne siamo accorti un po’ tutti. Quando fa freddo i giorni veramente freddi sono pochi e quando fa caldo quelli caldi sono tantissimi. La colpa è dei cambiamenti climatici e delle emissioni di CO2. Facciamo chiarezza.
Accordi di Parigi
Il superamento temporaneo di 1,5 °C non costituisce una violazione dell’Accordo di Parigi, che si propone di limitare l’aumento della temperatura globale tra 1,5 °C e 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. Ma occhio che il fatto che questa soglia venga raggiunta anche solo temporaneamente sottolinea la gravità della situazione climatica globale.
La Niña: un’ulteriore variabile
Durante un evento La Niña, l’emersione di acque più fredde nell’Oceano Pacifico comporta un trasferimento di calore dall’atmosfera agli oceani. Questo fenomeno produce un raffreddamento temporaneo delle temperature superficiali globali. Tuttavia, il contenuto totale di calore del sistema climatico non diminuisce. Al contrario, questo calore si accumula progressivamente negli oceani, alimentato dalle crescenti concentrazioni di gas serra derivanti dalle attività antropiche.
Alla luce di ciò è quantomai probabile che La Niña contribuirà a rendere il 2025 meno caldo rispetto al 2024, anno ormai vicino a essere considerato un record assoluto. Questo raffreddamento temporaneo potrebbe riflettersi anche nel clima quotidiano, ma il problema di fondo rimane.
El Niño e La Niña
I fenomeni di El Niño e La Niña, elementi chiave del sistema ENSO, esercitano un’influenza significativa sulle temperature globali modulando il trasferimento di calore tra oceani e atmosfera. Durante El Niño, l’aumento della temperatura delle acque del Pacifico orientale porta a un incremento delle temperature globali. Al contrario, La Niña le riduce temporaneamente.
Un forte evento di El Niño nel 2023 ha contribuito a stabilire i record termici del 2024. Tuttavia, nel lungo termine, il riscaldamento globale causato dall’uomo resta il principale fattore di cambiamento, amplificando gli effetti di questi fenomeni naturali.
Non dimentichiamoci poi degli eventi estremi: la colpa è nostra
Il superamento della soglia di 1,5 °C accentua l’aumento della frequenza e dell’intensità di eventi meteorologici estremi, come ondate di calore, alluvioni e periodi di siccità prolungata. Questi fenomeni hanno conseguenze significative su settori chiave come l’agricoltura, le risorse idriche, la salute pubblica e gli ecosistemi naturali.
Le attività umane sono il principale motore del riscaldamento globale. L’utilizzo di combustibili fossili, la deforestazione e l’agricoltura intensiva contribuiscono all’aumento delle concentrazioni di CO2 e di altri gas serra nell’atmosfera. Sebbene fenomeni come El Niño e La Niña possano influenzare temporaneamente il clima, il riscaldamento sottostante causato dall’uomo è il fattore predominante. Ogni anno, il pianeta accumula più calore, accelerando il cambiamento climatico.
Tendenze future: un disastro
La leggera diminuzione delle temperature prevista per il 2025 potrebbe dare l’illusione di un rallentamento del riscaldamento globale. Tuttavia, la tendenza a lungo termine mostra un costante aumento delle temperature globali. Senza interventi drastici per ridurre le emissioni di gas serra, il pianeta continuerà a riscaldarsi. L’Accordo di Parigi rappresenta un’opportunità per affrontare questa crisi, ma richiede una transizione globale verso fonti di energia rinnovabile, la riduzione della deforestazione e l’adozione di modelli di sviluppo sostenibile. Non diamo la colpa al meteo, perché è solo nostra.