In questa sede cercheremo di indagare, sempre in linea di massima e solo come puro dato tendenziale, così come conviene in riferimento a una tendenza stagionale, la possibile evoluzione del tempo per il prosieguo dell’inverno.
Siamo oramai a circa metà percorso stagionale, considerando l’avvio meteorologico della stagione al 1 dicembre 2023, quindi dato tendenziale sulla seconda parte della stagione.
Intanto, la prima parte è evoluta con un dato termico di poco sopra media, in via generale, sull’Italia, quindi surplus termico decisamente più contenuto rispetto agli ultimi inverni.
Più nello specifico, sul territorio italiano vi è stato un leggero “sopra media termico” al Centro Sud, tra 0,5 e 1 grado; valori un po’ sopra media anche sui settori alpini, soprattutto occidentali, qui fino a 1,5 anche 2° sopra media.
Invece, i valori sono stati tutto sommato nella media o solo qualche decimo di grado oltre, sul resto del Nord, diffusamente anche tra Calabria, Sicilia e Sardegna.
In termini di precipitazioni, dicembre è evoluto con piogge nella media o anche localmente sopra media sulle aree adriatiche in genere, anche sulle pianure centro orientali del Nord, localmente su Ovest Campania e Centro Nord Calabria, altrove piogge dichiaratamente sotto media;
gennaio, piogge in media al Sud, ancora dichiaratamente sotto media sul resto del paese.
Dunque, una prima parte di inverno piuttosto siccitosa sulla gran parte dei settori, specie su quelli centrali tirrenici e di Nordovest, solo su alcuni con piogge sopra media.
Ma quale potrebbe essere l‘evoluzione per il prosieguo della stagione? Cerchiamo di cogliere una possibile tendenza basandoci sui dati provenienti dalla Stratosfera.
Questa, ricordiamolo, è la sezione atmosferica medio-alta che può influire sulle vicende circolatorie troposferiche e la cui lettura del dato tendenziale circolatorio si presenta leggermente più decifrabile, perchè si tratta di più libera atmosfera, senza i condizionamenti degli Oceani, nè dei rilievi e di altri fattori contingenti dal basso.
Dunque, leggendo i parametri evolutivi in questa sezione, deduciamo dal grafico NAM allegato sopra (figura 2, margine destro), nei forecast prossimi, quindi verso i primi di febbraio e fino al 10 del mese, un Vortice Polare Stratosferico piuttosto forte e su tutta la sezione, fino alla bassa Stratosfera, per via di una temperatura piuttosto fredda (valori positivi NAM fino a +3 sopra la linea bianca);
in basso, sotto la linea bianca e per lo stesso periodo evolutivo, viene indicato, invece, un Vortice Polare Troposferico disturbato (valori NAM negativi, fino a -3, specie verso la seconda parte della prima decade di febbraio).
Dunque, questo indice, il NAM, che monitora la temperatura e i geopotenziali su tutta la colonna d’aria, dal suolo all’alta Stratosfera, ci indica un Vortice Polare Stratosferico molto forte e in grado, se riuscisse a condizionare anche la circolazione troposferica, quindi la circolazione più vicina a noi verso il basso, di annullare azioni invernali;
al tempo stesso, però, ci indica che, a livello troposferico, il Vortice sarebbe abbastanza disturbato, per un certo movimento delle onde planetarie, WAVE 1 e WAVE 2.
Se ne deduce una evoluzione piuttosto complessa fino al 10 febbraio, perchè da una parte ci sarebbe una componente anti-inverno, data dall’eccessivo raffreddamento della Stratosfera polare (fino a -84° intorno ai 30 hpa, medio-bassa Stratosfera) e VPS fortissimo, dall’altra, un discreto disturbo troposferico al VP e possibili occasioni per qualche blocco alla circolazione atlantica.
Classico disaccoppiamento circolatorio che pone molte incertezze evolutive. Per cercare di sbrogliare la matassa, andiamo a vagliare un altro indice stagionale, lo Zonal Wind, ossia la proiezione del flusso zonale stratosferico.
Ciò deporrebbe per una progressiva perdita di forza del Vortice Polare Stratosferico, con due cali più consistenti, un primo nel corso della prima decade di febbraio, un secondo calo graduale, ma più sostanzioso del primo, tra l’ultima parte di febbraio e la prima decade di marzo.
Dunque, intrecciando le indicazioni dei due indici e deducendo che la componente anti-inverno in Stratosfera andrebbe perdendo colpi progressivamente in febbraio, possiamo ipotizzare che una prima opportunità per qualche movimento freddo, potrebbe aversi nel corso della prima decade del mese prossimo.
L’improvviso rallentamento delle correnti zonali, dopo un picco di velocità non indifferente, potrebbe effettivamente incentivare un sussulto meridiano dell’alta oceanica, con attivazione di blocco, che, però, potrebbe essere anche troppo invadente, fino al Mediterraneo centrale e limitare più a Est l’azione fredda.
A ora, ci sarebbero i presupposti per una struttura invernale anche per l’Italia, tra il 3/4 e il 9/10 gennaio, ma solo con i dati a più stretto giro si potrebbe valutare l’effettivo interessamento del nostro territorio e, eventualmete interessato, valutare con che sostanza.
Tuttavia, fase da monitorare la prima decade di febbraio. Possiamo ipotizzare, altresì, che a seguire, seconda decade, possa esserci un’ altra fase zonale, probabilmente a componente prevalente anticiclonica, verso metà mese, dato anche un nuovo modesto sussulto delle velocità zonali, viste in temporanea crescita.
Infine, appare verosimile che verso la terza decade e, magari, di più tra gli ultimi giorni di febbraio e la prima metà di marzo, possa esserci, invece, una opportunità per una più seria circolazione invernale sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, quest’ultima potenzialmente la più sostanziosa di tutta al stagione.
Questi i dati sul banco, a oggi, dati che sostanzialmente ipotizzano tre possibili scenari evolutivi: 1- una prima azione fredda possibile tra il 3-4 e il 9/10 del mese, ma non certa o da vagliarne meglio la portata;
2- seconda decade di febbraio più probabilmente con prevalenza di fasi di alta pressione e altre con moderate ingerenze instabili;
3 – possibile inverno con riscatto nella parte finale della stagione, fine febbraio/metà marzo. Naturalmente continueremo a vagliare l’evoluzione, apportando periodici aggiornamenti su come potrebbe evolvere il resto di questo inverno.