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Meteo gennaio: freddo, nevicate e l’influenza di La Niña, MJO e ESE Cold

Luca Martini di Luca Martini
02 Gen 2025 - 19:10
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’inverno 2024-2025 si sta rivelando complesso e interessante, con il meteo di gennaio fortemente influenzato dall’interazione di fenomeni climatici globali come La Niña, la Madden-Julian Oscillation (MJO) e un recente ESE Cold (Sudden Stratospheric Warming di tipo freddo). Questi elementi giocano un ruolo chiave nel definire le condizioni meteorologiche su scala europea e, di conseguenza, italiana, creando scenari in cui freddo intenso, nevicate e fasi di stabilità potrebbero alternarsi.

 

La Niña: effetti sull’atmosfera globale

La Niña, caratterizzata da temperature superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale inferiori alla norma, modifica i principali modelli di circolazione atmosferica a livello planetario. Questo fenomeno spesso promuove configurazioni di alta pressione persistenti sull’Atlantico settentrionale e un getto polare più ondulato. Tale situazione favorisce le discese di masse d’aria fredda verso l’Europa, aumentando la probabilità di freddo intenso e nevicate nelle regioni centrali e settentrionali del continente, inclusa l’Italia.

 

MJO: un modulatore del getto polare

La Madden-Julian Oscillation (MJO), una fluttuazione atmosferica tropicale che si propaga lungo l’equatore, interagisce con La Niña, modulando ulteriormente il comportamento del getto polare e subtropicale. Le fasi 6, 7 e 8 della MJO sono particolarmente favorevoli per blocchi atmosferici sull’Europa settentrionale, che possono indirizzare aria fredda verso il Mediterraneo.

Nel mese di gennaio, una MJO attiva potrebbe intensificare gli effetti di La Niña, portando a episodi di freddo artico sul Centro-Nord Italia, con possibili nevicate anche a bassa quota.

 

ESE Cold: compressione del vortice polare

Un altro elemento cruciale è l’ESE Cold, un fenomeno legato a un improvviso riscaldamento della stratosfera che provoca un rafforzamento e una compressione del vortice polare. A differenza degli eventi di tipo caldo (ESE Warm), che indeboliscono il vortice polare e favoriscono incursioni fredde a basse latitudini, l’ESE Cold può confinare le masse d’aria gelida nelle regioni polari. Tuttavia, se accompagnato da blocchi atmosferici legati a La Niña e MJO, può ancora creare condizioni favorevoli per discese fredde sul Mediterraneo.

 

Scenari per gennaio 2025: freddo o alta pressione?

Le configurazioni meteorologiche di gennaio dipenderanno dalla sincronizzazione tra La Niña, MJO e ESE Cold. Si delineano due principali scenari:

Freddo intenso e nevicate significative
Se La Niña e una MJO attiva innescano blocchi sull’Atlantico settentrionale o sulla Scandinavia, l’Italia potrebbe essere esposta a ondate di freddo artico, con nevicate diffuse al Centro-Nord e sui rilievi appenninici a quote medio-basse. Queste condizioni favorirebbero fenomeni nevosi anche in pianura, specie su Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Alta pressione e clima mite
Al contrario, se predominassero alte pressioni sul Mediterraneo centrale, l’Italia vedrebbe un gennaio relativamente mite e secco, con il freddo confinato alle aree montane. Le perturbazioni atlantiche si concentrerebbero sull’Europa nord-occidentale, lasciando il nostro Paese in una situazione di stabilità.

 

Interazione tra freddo artico e Mediterraneo

Un ulteriore aspetto rilevante è la capacità della MJO di influenzare il getto polare, nonostante il rinforzo del vortice polare legato all’ESE Cold. Se riuscisse a deviare il getto, l’Italia potrebbe sperimentare intrusioni fredde alternate a fasi di alta pressione. In questo contesto, il Nord Italia sarebbe più esposto a fenomeni nevosi, mentre il Centro-Sud vedrebbe condizioni variabili, con piogge intermittenti e nevicate sugli Appennini.

 

Previsioni per gennaio: forte variabilità

Il mese di gennaio 2025 sarà probabilmente caratterizzato da una forte variabilità climatica. La combinazione di fattori globali come La Niña, MJO e ESE Cold potrebbe portare sia episodi di freddo intenso, con nevicate significative, sia fasi più stabili con un clima più mite. L’andamento dipenderà dalla sincronizzazione di questi fenomeni atmosferici e dalla loro influenza sulla circolazione europea.

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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