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Stiamo seguendo l’evoluzione modellistica sulla possibile destinazione dell’impulso moderatamente freddo atteso verso il fine settimana prossimo.

Premettiamo che l’esatta traiettoria potrebbe non essere individuata prima delle 48 ore, per cui fino a venerdì 28 sono ancora da mettere nel conto spostamenti di asse del nucleo moderatamente freddo nelle simulazioni matematiche.

 

Tuttavia, rileviamo, in questa sede, un orientamento ultimo dei calcolatori a destinare l’impulso verso il Nord Italia e non più verso le regioni adriatiche e poi centro meridionali.

Nella sostanza, un improvviso promontorio anticiclonico in sollevamento verso il Mare del Nord, andrebbe a veicolare un nucleo di aria moderatamente fredda in distacco dal flusso sub-polare marittimo, verso il cuore dell’Europa, poi in scivolamento, fiancheggiando il promontorio anticiclonico, verso Francia e anche Nord Italia.

 

Blocco anticiclonico, dunque, piuttosto alto, nelle ultime simulazioni, sicchè il nucleo freddo taglierebbe a Ovest a latitudini più elevate.

Stando a queste ultime simulazioni bariche, tra sabato 1 e lunedì 3 marzo, un impulso freddo interesserebbe essenzialmente le regioni settentrionali e il Nord Appennino, solo marginalmente le regioni centrali, non affatto le aree meridionali.

 

Lo sfondamento di aria moderatamente fredda verso i settori occidentali del nostro bacino, dopo aver attraversato il Nord Italia e parte della Francia orientale, attiverebbe un’azione depressionaria al suolo, appunto sull’Ovest Mediterraneo e tra le isole maggiori, quindi anche con afflusso di aria umida verso il territorio italiano.

Ci son conferme, dunque, circa una riattivazione dell’instabilità su buona parte del paese. Le piogge più ricorrenti cadrebbero su Toscana, Nord Lazio, Nord Appennino, quindi rilievi Emiliano Romagnoli e Nord Toscani, anche su Marche, Abruzzo, ancora più su Est Sardegna e al Nord Ovest, in particolare sul Piemonte centro occidentale e meridionale.

 

Piogge più significative anche sui settori ionici tra Centro Sud Puglia, Calabria ionica e Sicilia Orientale; piogge più deboli e irregolari altrove, piuttosto fiacche sulle aree centro orientali del Nord, specie sui settori alpini e prealpini.

Circa gli aspetti più invernali legati al peggioramento, essi si manifesterebbero di più sui settori alpini in genere, con fiocchi dapprima in collina e poi fino a quote basse, in particolare sulle aree montuose  piemontesi centro-meridionali e sull’Appennino settentrionale, tra i rilievi emiliano-romagnoli ed estremi settentrionali toscani.

 

Fiocchi collinari o fino in bassa montagna anche sul resto delle Alpi, ma più deboli e irregolari su quelle centro orientali. L’azione fredda più significativa per il Nord e per il Nord Appennino, si attuerebbe tra sabato 1 e domenica 2 marzo.

Ancora per il 3 marzo, spifferi di aria moderatamente fredda, potrebbero interessare anche le aree adriatiche centro meridionali, con qualche effetto instabile su queste aree, ma non significativo in termini invernali, quindi con eventuali fiocchi sopra i 1000 m su Est Appennino.

 

A seguire, dal 4/5 marzo, i valori termici tornerebbero progressivamente ad aumentare e a porsi sopra media ovunque. Ribadiamo che questa tendenza, con orienamento dell’impulso  freddo più verso Nord, è l’ultima su base modellistca, ma potrebbe non essere quella defintiva, per cui cambiamenti sulla esatta traiettoria potranno ancora intervenire negli aggiornamenti prossimi.

Ci aggiorneremo quotidianamente sull’evoluzione a sfondo più invernale attesa per i primi di marzo.

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