Il VORTICE POLARE si trova a vivere una condizione di WAVE PATTERN 2, uno scenario che potrebbe indebolirlo in modo consistente. Questo tipo di configurazione non si tradurrà – forse – in uno split definitivo, ma determinerà comunque effetti meteo rilevanti su vaste zone del continente. Al momento, i modelli matematici evidenziano che le temperature, soprattutto all’altezza di 850 hPa, potranno subire una notevole diminuzione, nell’ordine di 30 °C, in alcune aree dell’EUROPA centrale e della RUSSIA.
Si vedano mappe nel fondo dell’articolo sulla temperatura a 850 hPa ed il crollo di 28°C stimati.
Non stiamo parlando di un crollo termico in ITALIA di quel valore, dove i calcoli numerici non prospettano l’arrivo di ondate di gelo di portata storica. Tuttavia, le previsioni meteo riguardano un possibile collasso parziale del VORTICE POLARE, con la WAVE PATTERN 2 che potrebbe favorire l’afflusso di correnti gelide in contrasto con l’aria umida atlantica sull’EUROPA. Questo scontro termico può sfociare in precipitazioni intense e potenziali tempeste di neve, ma allo stato attuale non si profilano nevicate estreme sul territorio italiano. Ciò non vuol dire che sono escluse, ma che il modello matematico sta abbozzando la proiezione e dobbiamo analizzare i nuovi dati.
Al momento, secondo le proiezioni meteo, le regioni più meridionali potrebbero restare ai margini di questo fenomeno atmosferico. Sebbene l’EUROPA centrale sembri maggiormente esposta all’ondata di freddo, la ITALIA non figura tra i paesi più a rischio. Ciò non esclude, però, che il MAR MEDITERRANEO, particolarmente caldo per il periodo, possa innescare la formazione di centri di bassa pressione capaci di richiamare masse d’aria gelida provenienti dai BALCANI e dalle aree settentrionali del continente. Quando si sviluppano depressioni sul TIRRENO, queste possono spostarsi rapidamente verso il MARE IONIO, attivando richiami di aria fredda che potrebbero generare nevicate fin sulle coste in caso di temperature molto basse.
Direte: come mai se ne parla? Qui si mette in evidenza uno scenario meteo piuttosto raro, con fenomeni atmosferici che non ricorrono spesso. L’ultimo evento paragonabile risale alla fine di FEBBRAIO del 2018, quando si verificarono nevicate importanti e valori termici abbondantemente sotto lo zero. Fu allora che ci fu neve su NAPOLI, su ROMA e in altre località della ITALIA centro-meridionale, causando disagi diffusi per diversi giorni. Queste situazioni, dal punto di vista METEO, vengono definite estreme e non rappresentano la normalità climatica.
Anche nel 2018 non si aveva la previsione di neve su Roma e Napoli, per intenderci.
La prospettiva di un collasso, anche parziale, del VORTICE POLARE desta sempre notevole attenzione tra gli appassionati e soprattutto gli studiosi del clima, poiché queste dinamiche possono generare conseguenze notevoli sulle condizioni atmosferiche di un intero continente. Al momento non è possibile stabilire con assoluta certezza se e quando l’ITALIA verrà coinvolta da un’ondata di gelo. Tuttavia, resta fondamentale monitorare costantemente le evoluzioni dei modelli matematici meteo, pronti a evidenziare eventuali cambi di traiettoria delle masse d’aria fredda.
Questo fenomeno, che si configura come una WAVE PATTERN 2, va interpretato con prudenza, poiché le interazioni tra aria gelida e flussi umidi possono amplificare il rischio di precipitazioni nevose abbondanti.
Ricordiamo che l’inverno è già di per sé un periodo delicato dal punto di vista meteo, ma eventi estremi come quello vissuto a FEBBRAIO 2018 mostrano che il clima può sorprendere con episodi fuori dall’ordinario. L’evento di allora fu chiamato dagli inglesi, “La Bestia che viene dall’Est” o “The Beast that Comes from the East”,
Ecco perché è essenziale mantenere alta l’attenzione e affidarsi a fonti autorevoli nel valutare la reale portata di queste ondate fredde sullo scenario italiano ed europeo.