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Meteo, metropoli “invivibile” con 54 gradi: aria condizionata sui marciapiedi

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
10 Mar 2025 - 17:57
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cambiamento Climatico
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(TEMPOITALIA.IT) Meteo e condizioni climatiche estreme stanno diventando una realtà sempre più diffusa in EUROPA e in varie parti del globo. Il fenomeno del MUTAMENTO CLIMATICO, caratterizzato da ondate di CALORE ESTREMO e innalzamento delle temperature medie, riguarda anche luoghi considerati da sempre roventi. Negli ultimi anni, infatti, la città di KUWAIT CITY, capitale dello STATO DEL KUWAIT, è diventata quasi “invivibile” a causa di valori che hanno raggiunto i 54 gradi Celsius, costringendo le autorità a misure insolite, come installare aria condizionata sui marciapiedi per alleviare la sofferenza dei residenti.

 

La situazione in KUWAIT CITY

La realtà di KUWAIT CITY è emblematica di quanto il RISCALDAMENTO GLOBALE stia incidendo sulla vita quotidiana. Questa località, situata nella parte settentrionale della PENISOLA ARABICA, si affaccia sul GOLFO PERSICO ed è storicamente nota per il suo clima torrido. Nel luglio del 2016, la stazione meteorologica di MITRIBAH ha registrato 54 gradi Celsius, uno dei valori termici più alti mai documentati a livello planetario. Durante l’estate del 2021, si sono verificate ben 19 giornate con il termometro al di sopra dei 50 gradi, fatto che mette in evidenza un tasso di riscaldamento locale superiore alla media mondiale. L’aria diventa irrespirabile, il CEMENTO E ASFALTO trattengono il CALORE, e la necessità di impiegare sistemi di raffreddamento si fa imprescindibile: da qui il ricorso a soluzioni come l’ARIA CONDIZIONATA persino sui marciapiedi.

 

La città, un tempo soprannominata “MARSIGLIA DEL GOLFO”, era un importante centro commerciale e un polo per la pesca. L’avvento dell’industria petrolifera, però, ha trasformato radicalmente KUWAIT CITY, portando a uno sviluppo economico che si è tradotto anche in un consumo smodato di energia. Con l’aumento costante delle temperature, due terzi dell’elettricità utilizzata nelle abitazioni sono destinati ai condizionatori. L’aumento della domanda di raffreddamento è destinato a crescere ulteriormente e, secondo alcune stime, la richiesta di energia potrebbe triplicare entro il 2030.

 

Impatto delle alte temperature e del calore estremo

Il CALDO eccessivo rappresenta un RISCHIO SANITARIO severo. L’esposizione prolungata a livelli termici di 50 gradi Celsius o più può causare colpi di calore e complicazioni cardiovascolari, fino a esiti letali. Gli studi scientifici stimano che il rialzo delle temperature, collegato al mutamento climatico, possa determinare un incremento del tasso di mortalità tra i lavoratori migranti, che costituiscono circa il 70% della popolazione. Il sistema lavorativo kafala, inoltre, aggrava le condizioni di queste persone, spesso impiegate in attività all’aperto e dunque estremamente vulnerabili. Molte vittime non hanno alternative, dato che il reddito dipende da mansioni svolte sotto il sole cocente.

 

Il CALORE sfiancante incide anche sulla BIODIVERSITÀ, con uccelli che muoiono in volo e cavallucci marini trovati “bolliti” nelle acque della baia di KUWAIT CITY. La scarsità di precipitazioni, unita all’aumento delle tempeste di sabbia, sta disegnando uno scenario sempre più critico. Il clima arido affatica l’agricoltura e compromette la vita della fauna locale. Per fronteggiare l’emergenza, le autorità hanno autorizzato lo svolgimento di funerali durante le ore notturne, una scelta che evidenzia quanto le attività diurne diventino complicate quando i valori termici superano stabilmente i 50 gradi Celsius.

 

Verso un futuro sostenibile

Lo STATO DEL KUWAIT, nonostante possieda le settime maggiori riserve petrolifere a livello planetario e abbia tratto grande ricchezza da tali risorse, si trova ora di fronte a un bivio. L’impronta di carbonio pro capite è elevata e il modello di sviluppo basato sui combustibili fossili manifesta criticità sempre più marcate. Mentre altre nazioni del GOLFO PERSICO iniziano a investire massicciamente in energie rinnovabili, le iniziative del KUWAIT appaiono più limitate. Eppure, i dati scientifici rivelano la necessità urgente di invertire la tendenza, poiché le proiezioni indicano un aumento medio globale di 5,5 gradi Celsius entro la fine del secolo. Per una realtà già messa a dura prova dal CALORE, un ulteriore incremento potrebbe rendere quasi impossibile qualsiasi attività all’aria aperta.

 

Le conseguenze di un cambiamento così drastico si riflettono non solo sul BENESSERE delle persone, ma anche sulla stabilità economica. La crescita costante della domanda di elettricità, legata soprattutto all’utilizzo continuo dei sistemi di condizionamento, richiede strategie di efficientamento e un ripensamento del CONSUMO ENERGETICO. Investire in infrastrutture ecosostenibili e aumentare le superfici verdi urbane potrebbe contribuire a contrastare l’effetto “isola di calore” che rende KUWAIT CITY un centro urbano sempre più rovente. È necessario promuovere un uso razionale delle risorse, incoraggiare la ricerca nel campo dell’energia solare e incentivare la cooperazione internazionale per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

 

Con l’aumento progressivo degli eventi estremi, il ricorso continuo alle previsioni meteo e l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate diventano fondamentali per gestire situazioni come quella di KUWAIT CITY. L’esperienza di questo centro abitato dimostra che il CALORE ESTREMO non è più soltanto un’emergenza estiva, ma un elemento ricorrente in uno scenario destinato a peggiorare se non si interverrà con decisione. Gli sforzi per diminuire le emissioni e per adattarsi alle mutate condizioni ambientali dovranno intensificarsi, pena la trasformazione di vaste aree del pianeta in territori ostili alla vita umana (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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