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Home A La notizia del Giorno

Meteo: Aprile e Maggio rischiano di essere più INVERNALI che Primaverili

Federico Russo di Federico Russo
10 Mar 2025 - 17:30
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Meteo News
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Negli ultimi giorni, il dibattito meteo si è concentrato sull’evoluzione della circolazione atmosferica, con particolare attenzione ai fenomeni stratosferici e alle loro possibili ripercussioni sul tempo delle prossime settimane.

 

Si è spesso parlato di Final Warming, inteso come il definitivo riscaldamento della Stratosfera che segna il passaggio alla stagione primaverile, ma un’analisi più approfondita suggerisce che la situazione potrebbe evolversi in modo diverso rispetto alle ipotesi iniziali.

 

Più che un Final Warming, infatti, gli ultimi aggiornamenti modellistici sembrano indicare la possibilità di un Major Warming, ovvero un riscaldamento stratosferico improvviso con caratteristiche più vicine a quelle tipiche della stagione invernale.

 

Osservando l’evoluzione della temperatura nei livelli più alti della Stratosfera, emerge una tendenza interessante che merita attenzione: negli ultimi scenari previsionali si nota una nuova fase di raffreddamento nelle proiezioni a lungo termine.

 

Questo elemento non è trascurabile, poiché suggerisce una possibile ricostituzione del Vortice Polare Stratosferico (VPS), che potrebbe iniziare a rinforzarsi nei livelli isoentropici più elevati.

 

Tale processo avrebbe conseguenze significative sulla circolazione atmosferica globale, favorendo una compressione adiabatica che, nel tempo, potrebbe agevolare il trasferimento delle anomalie generate dal riscaldamento stratosferico improvviso (MMW, Major Midwinter Warming) fino agli strati più bassi dell’atmosfera.

 

Se questa dinamica dovesse confermarsi, il raffreddamento atteso in alta quota potrebbe trovare una graduale propagazione verso la Troposfera tra la fine di marzo e i mesi primaverili di aprile e maggio. Il risultato sarebbe un prolungamento di condizioni atmosferiche più fredde rispetto alla norma, con possibili irruzioni tardive di aria artica o continentale che potrebbero riportare scenari tipicamente invernali quando la stagione primaverile sarà ormai inoltrata.

 

Un evento di questo tipo non sarebbe inedito nella climatologia europea, ma avrebbe implicazioni rilevanti, soprattutto in un periodo in cui la natura inizia a risvegliarsi e il rischio di gelate tardive potrebbe avere effetti significativi sull’agricoltura.

 

Accanto a queste ipotesi di raffreddamento, è importante sottolineare che nei prossimi giorni è atteso un periodo caratterizzato da piogge e instabilità atmosferica, con una configurazione che potrebbe vedere il passaggio di diverse perturbazioni atlantiche prima di un possibile calo termico più marcato.

 

L’azione delle onde planetarie e la distribuzione della pressione ai diversi livelli atmosferici saranno fattori determinanti nel modulare l’eventuale ingresso di aria fredda a seguire.

 

Le prospettive per le prossime settimane rimangono quindi aperte a diversi scenari, con la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione della Stratosfera e la sua interazione con la circolazione troposferica.

 

Un evento di Major Warming potrebbe avere ripercussioni più durature e strutturate rispetto a un semplice riscaldamento finale, portando a un colpo di coda invernale in un periodo in cui ci si aspetterebbe piuttosto una progressiva stabilizzazione delle condizioni atmosferiche.

 

Le prossime emissioni modellistiche potranno fornire maggiori dettagli su come questi processi si concretizzeranno, delineando con maggiore precisione l’andamento del meteo nella fase centrale della primavera.

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