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Calamaro colossale vivo avvistato per la prima volta nelle acque antartiche

Sabrina Rubattu di Sabrina Rubattu
22 Apr 2025 - 10:31
in Magazine
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Una leggenda degli abissi prende vita dopo un secolo di mistero

Per decenni relegato al mito, il calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni) ha rappresentato una delle più affascinanti e oscure creature dell’oceano profondo. La sua esistenza, per lungo tempo supportata solo da resti frammentari trovati negli stomaci dei capodogli o recuperati da pescherecci di acque profonde, non era mai stata confermata da un’osservazione diretta di un esemplare vivo. Oggi, a cento anni dalla sua classificazione scientifica, questo leggendario invertebrato è stato finalmente filmato nel suo habitat naturale, segnando un evento storico nella biologia marina.

L’osservazione rivoluzionaria: un incontro ravvicinato

Durante una spedizione nelle acque dell’Atlantico meridionale, nei pressi delle Isole Sandwich del Sud, il team a bordo della nave da ricerca Falkor (too), gestita dallo Schmidt Ocean Institute, ha utilizzato un ROV (veicolo operato a distanza) chiamato SuBastian per esplorare i fondali marini a 600 metri di profondità. È lì che è avvenuto l’incredibile: un giovane calamaro colossale trasparente, lungo circa 30 centimetri, è stato immortalato mentre nuotava con grazia nell’oscurità.

Caratteristiche sorprendenti di un predatore enigmatico

Il calamaro colossale detiene numerosi record biologici. Oltre a essere il più grande invertebrato conosciuto, con esemplari adulti che possono raggiungere i 7 metri di lunghezza e pesare quasi 500 chilogrammi, questa specie possiede gli occhi più grandi del regno animale, con un diametro simile a quello di un pallone da basket. Questa caratteristica gli consente di percepire anche le più lievi variazioni luminose nell’oscurità abissale. I suoi tentacoli ad uncino, lunghi e ricurvi, lo rendono un formidabile predatore, capace di immobilizzare prede e difendersi dagli attacchi, principalmente da parte del suo unico nemico naturale: il capodoglio.

L’importanza del riconoscimento scientifico

Il filmato ottenuto è stato sottoposto a due esperti indipendenti, Kat Bolstad e Aaron Evans, che hanno confermato l’identificazione della specie osservando la morfologia dei tentacoli e la struttura delle pinne. “È emozionante vedere il primo filmato in situ di un calamaro colossale giovanile”, ha dichiarato Bolstad, sottolineando l’importanza di questa scoperta senza precedenti.

Un altro enigma dell’oceano profondo: il calamaro di vetro glaciale

Questa scoperta segue di pochi mesi un altro evento straordinario avvenuto sempre a bordo del Falkor (too): la prima registrazione in habitat naturale di un calamaro di vetro glaciale (Galiteuthis glacialis), ripreso durante l’esplorazione di un nuovo ecosistema marino emerso dopo la frattura di un iceberg grande quanto Chicago.

Il messaggio degli abissi

“Il primo avvistamento di due calamari differenti in spedizioni consecutive è davvero significativo”, ha affermato la dottoressa Jyotika Virmani, esprimendo il sentimento condiviso della comunità scientifica. Queste osservazioni non solo ampliano la nostra comprensione della vita abissale, ma alimentano l’entusiasmo verso nuove rivelazioni sulle profondità inesplorate dell’Oceano Meridionale, ancora ricco di segreti inimmaginabili.

Fonti autorevoli: Nature, National Geographic, Schmidt Ocean Institute.

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