(TEMPOITALIA.IT) Il forte peggioramento meteo di metà della settimana entrante, potrebbe portare con sé un rischio di un fenomeno atmosferico particolarmente nefasto. Di cosa stiamo parlando? Del rischio di grandine. Con l’avvicinarsi della fine di Maggio, infatti, il meteo italiano entra in una fase particolarmente delicata e turbolenta. Negli ultimi anni, non è raro osservare fenomeni sempre più intensi ed estremi, tra cui le sempre più frequenti grandinate improvvise, spesso violente e distruttive. Ma perché proprio in questo periodo la grandine si fa così presente e pericolosa?
Tutto parte dalla naturale transizione atmosferica tra la primavera e l’estate meteorologica. In questa fase, il riscaldamento del suolo si accentua sensibilmente. Le giornate si allungano, il sole diventa più incisivo, e l’energia disponibile in atmosfera cresce in modo esponenziale. Questo surplus di calore al suolo, a contatto con aria fredda in quota, crea le condizioni perfette per lo sviluppo di cumulonembi, le nubi temporalesche per eccellenza.
La dinamica della grandine spiegata in modo semplice
La grandine nasce quando, all’interno di questi giganteschi sistemi nuvolosi verticali, le correnti ascensionali trasportano gocce d’acqua verso l’alto, fino a quote in cui la temperatura è ben al di sotto dello zero. Qui le gocce si congelano. Se le correnti ascensionali sono abbastanza forti, questi piccoli chicchi ghiacciati continuano a salire e scendere all’interno della nube, raccogliendo nuovi strati d’acqua e ghiaccio, fino a raggiungere un peso tale da cadere verso il suolo.
Il risultato? Chicchi di grandine che possono arrivare a diverse dimensioni, dai pochi millimetri fino a superare anche i 3-4 centimetri, con effetti potenzialmente devastanti su civili abitazioni, auto, coltivazioni e infrastrutture.
Maggiore energia = maggiore rischio
Il tardo Maggio è un momento critico proprio per questa elevata energia termica disponibile, combinata con la presenza ancora attiva di correnti fresche in arrivo dalle latitudini più settentrionali, come quella che giungerà nei prossimi giorni. Questo contrasto tra masse d’aria differenti è il motore di numerosi temporali violenti e dei conseguenti episodi di grandine, spesso accompagnati da colpi di vento, raffiche lineari e, nei casi peggiori, downburst o microburst.
Inoltre, le superfici urbane sempre più cementificate e l’alterazione degli equilibri microclimatici locali (effetto isola di calore) accentuano i contrasti, rendendo alcune aree, specialmente le pianure del Nord Italia, più esposte a queste tempeste improvvise.
I settori più vulnerabili: agricoltura e città
Le pianure e le aree collinari del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia e del Veneto e le aree interne della Toscana e delle Marche risultano spesso i bersagli principali di queste grandinate primaverili. Gli agricoltori in particolare devono affrontare ogni anno il rischio di vedere distrutti interi raccolti in pochi minuti. Ma anche i centri urbani non sono immuni: basta una grandinata intensa per provocare danni ingenti ai tetti, veicoli e impianti fotovoltaici.
Gli eventi meteo estremi non sono più solo eccezioni. Diventano sempre più frequenti, localizzati e concentrati nel tempo. E spesso si manifestano in momenti di apparente tranquillità atmosferica, sorprendendo popolazioni e sistemi di allerta. (TEMPOITALIA.IT)





