(TEMPOITALIA.IT) Con l’arrivo delle prime ondate di calore africano previste già per l’inizio di Giugno, un elemento spesso trascurato ma cruciale nella dinamica meteo dell’estate italiana torna sotto i riflettori: la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo. In questi ultimi anni, complici i cambiamenti climatici in atto, si è registrato un progressivo e costante riscaldamento delle acque marine che circondano la Penisola. Una tendenza che incide profondamente sull’evoluzione meteorologica stagionale, amplificando gli effetti delle alte pressioni subtropicali e accentuando la frequenza e l’intensità delle ondate di calore.
Secondo una ricerca condotta da ENEA e INGV, nell’ambito del progetto MACMAP, infatti, negli ultimi 25 anni le acque del Mar Mediterraneo si sono riscaldate di oltre 1°C.
Il Mediterraneo come serbatoio di calore
Le acque dei mari attorno all’Italia stanno già mostrando, in questa prima parte di stagione calda, temperature superiori alla media climatica. In alcune zone, tra Basso Tirreno e Mar Ionio, i valori di superficie superano i 23-24 °C, quasi due gradi sopra la norma per la stagione, ed ovunque superano i 21°C. Questo significa che, ogni volta che una struttura di alta pressione si posiziona sul bacino centrale del Mediterraneo, l’aria calda nordafricana in arrivo viene alimentata e rinvigorita dal calore già presente nelle acque, rafforzando l’effetto serra a livello locale e rendendo più persistente la stabilità atmosferica.
Un ciclo che si autoalimenta
Durante l’estate, le giornate soleggiate e l’assenza di nuvolosità impediscono alle acque marine di disperdere il calore accumulato. Di conseguenza, più a lungo dura un’ondata di caldo, più il mare si scalda. E più il mare si scalda, più a lungo si mantengono le condizioni per nuove ondate. Si crea così un circolo vizioso che può prolungare le fasi stabili anche per settimane intere, con effetti tangibili anche sulle temperature minime notturne, che restano elevate, impedendo un adeguato raffrescamento nelle ore notturne.
Impatto sulle regioni costiere e sulle isole
Durante il periodo estivo che sta per iniziare, le regioni che risentiranno di più di questo effetto saranno quelle affacciate sul Mar Tirreno, come la Toscana, il Lazio, la Campania e la Calabria tirrenica, ma anche le isole maggiori: Sicilia e Sardegna. Qui le temperature superficiali del mare tenderanno ad alimentare umidità elevata e caldo afoso, spesso più difficile da tollerare rispetto al caldo secco delle aree interne.
Nelle zone costiere, inoltre, il mare caldo può innescare temporali violenti al termine delle ondate di caldo, soprattutto quando arrivano correnti più fresche in quota. In questo scenario, il contrasto tra aria fredda in arrivo e mare molto caldo può tradursi in fenomeni temporaleschi estremi, con grandinate e raffiche di vento improvvise, come già osservato in alcune estati recenti.
Un mare che influenza anche l’autunno
Non va dimenticato che un Mar Mediterraneo surriscaldato in estate non smette di esercitare la sua influenza con l’arrivo di Settembre e Ottobre. L’energia termica immagazzinata durante i mesi più caldi può facilitare lo sviluppo di sistemi ciclonici intensi, come i medicane (uragani mediterranei), che nascono proprio dal contrasto tra aria più fredda in discesa dall’Europa centro-orientale e le acque ancora caldissime del bacino centrale.
L’evoluzione delle temperature marine durante l’estate 2025 sarà dunque un elemento chiave da osservare attentamente, non solo per comprendere la portata e la durata delle ondate di calore, ma anche per prevedere i possibili sviluppi meteo della stagione successiva. (TEMPOITALIA.IT)






