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I milanesi, ma anche i foresti e i turisti, sanno bene che Milano ha spesso vissuto Estati roventi, dal meteo soffocante, con serate che faticano a trovare refrigerio. Ma forse non tutti sanno che, a parte una volta, non superato mai discussa soglia psicologica dei 40°C. Un valore che, per la sua rarità e carica simbolica, è divenuto un riferimento. L’unica volta fu il 5 Agosto 2003, nel pieno di un’ondata di calore eccezionale che travolse l’intera Europa. Ma l’apice fu solo in Duomo, in quanto a Linate ci si fermò a 39,6.

 

Il calore sfiorato ma mai oltrepassato

Nelle estati successive, soprattutto negli ultimi anni, le temperature hanno più volte minacciato di eguagliare quel picco, fermandosi però poco prima. I termometri hanno mostrato valori molto elevati, talvolta prossimi ai 39,5°C, ma senza mai sfondare il limite dei 40°C presso le stazioni ufficiali. 

 

Al di fuori del cuore cittadino, tuttavia, lo scenario cambia. Nelle zone rurali, lungo la cintura metropolitana, nei sobborghi e in varie località della Pianura Padana, il traguardo climatico è stato superato in più occasioni. I 40 sono stai toccati, a titolo di esempio, nelle zone prospicienti la città.

 

Una città dal clima pesante, ma senza record assoluti

Paradossalmente, Milano, pur essendo una delle città italiane col clima peggiore, non segna i valori estremi più assoluti. L’aspetto più evidente del disagio si manifesta durante le ore notturne. Sempre più frequenti sono infatti le cosiddette notti tropicali, con minime che, nel cuore del cemento, sfiorano i 30°C, ben al di sopra del limite di 20°C che definisce questa categoria. Si tratta di una condizione che compromette il sonno e aumenta notevolmente la percezione del disagio, anche in assenza di record massimi durante il giorno.

 

Nel periodo più caldo dell’anno, tra Luglio e Agosto, ma spesso anche già da Giugno, Milano vive giornate di vera e propria emergenza termica. Le alte temperature spingono abitanti, attività commerciali e uffici a utilizzare intensivamente i sistemi di raffrescamento. I climatizzatori diventano strumenti essenziali per affrontare l’afa, e non è raro che un’eccessiva domanda di elettricità causi interruzioni temporanee dell’energia in alcuni quartieri.

 

Il ruolo dell’isola di calore

La spiegazione potrebbe trovarsi nel comportamento climatico tipico delle grandi aree urbane. Il fenomeno dell’isola di calore urbana, molto studiato in ambito meteorologico, contribuisce ad aumentare considerevolmente le temperature notturne, ma non sempre amplifica anche quelle diurne.

 

Nelle ore centrali del giorno, è più comune rilevare temperature maggiori nei territori al margine della città, come nelle zone di Monza, Cormano, Rho o nella fascia prealpina brianzola. Questi luoghi, sebbene anch’essi fortemente urbanizzati, dispongono di una maggiore presenza di vegetazione, che permette una differente distribuzione del calore. In pratica, è come se il calore in eccesso venisse spinto oltre i confini del centro urbano, per poi concentrarsi in queste aree periurbane dove il Sole riesce ad agire in modo più diretto.

 

Verso una soglia oltre i 40°C: sarà possibile a breve?

Guardando al futuro, la prospettiva di raggiungere con maggiore frequenza i 40°C a Milano diventa sempre più concreta. In questo scenario, che si inserisce in una tendenza di eventi meteo estremi sempre più frequenti, superare la soglia storica non rappresenterebbe più un’eccezione, ma una possibilità sempre più vicina. Un’estate con punte di 41 o 42 gradi nella città meneghina, oggi ancora solo teorica, potrebbe concretizzarsi entro pochi cicli stagionali. 

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