(TEMPOITALIA.IT) Quando l’Anticiclone Africano evolve in Heat Dome, trasformandosi in una vera e propria cupola di calore atmosferica, le città italiane si ritrovano a convivere non solo con temperature torride, ma anche con un’aria satura di inquinanti. Il caldo in sé è già un problema, ma ciò che rende la situazione particolarmente dannosa è l’effetto che questo tipo di struttura barica ha sulla qualità dell’aria.
Durante una Heat Dome estiva, l’intera atmosfera risulta eccezionalmente stabile, con assenza di movimento verticale e ristagno degli strati d’aria più vicini al suolo. È proprio questa stasi atmosferica che impedisce agli inquinanti di disperdersi, portando a un progressivo accumulo di sostanze nocive nei bassi strati dell’atmosfera urbana.
L’ozono troposferico: il vero pericolo dell’estate
Il principale inquinante che mette a rischio la salute durante una Heat Dome non è il particolato fine, come spesso accade d’inverno, ma l’ozono troposferico. A differenza dell’ozono stratosferico, che protegge dagli ultravioletti, quello in superficie è un gas tossico che si forma per reazione chimica tra ossidi di azoto e composti organici volatili alla presenza di irraggiamento solare intenso.
Durante le giornate di caldo estremo, con cielo sereno e ventilazione nulla, questa reazione accelera, e l’ozono si accumula soprattutto nelle ore pomeridiane, tra le 13 e le 18, raggiungendo concentrazioni dannose per la salute, ben oltre la soglia di attenzione. Molte grandi città, come MILANO, TORINO, ROMA e NAPOLI registrano ogni estate numerosi sforamenti dei limiti di legge.
Gli effetti sulla salute pubblica
L’ozono troposferico è un irritante potente per l’apparato respiratorio. Colpisce soprattutto le vie aeree superiori, causando tosse secca, respiro corto, affaticamento respiratorio, e nei soggetti asmatici può scatenare crisi acute. Anche persone sane possono sperimentare difficoltà respiratorie, in particolare durante l’attività fisica all’aperto.
Chi è più a rischio?
Bambini: hanno una frequenza respiratoria più elevata e polmoni in fase di sviluppo.
Anziani: spesso portatori di patologie croniche e più sensibili allo stress ossidativo.
Persone con problemi cardiovascolari e broncopolmonari: per loro l’ozono può essere un aggravante diretto.
Donne in gravidanza: l’esposizione può comportare effetti negativi sullo sviluppo del feto.
Negli ultimi anni, le ARPA regionali hanno registrato, durante gli eventi di Heat Dome, incrementi netti di accessi ospedalieri legati a sintomi respiratori, colpi di calore e disidratazione, soprattutto nei soggetti fragili e negli over 75.
Il ruolo delle città e dell’isola di calore urbana
Le aree urbane amplificano gli effetti della Heat Dome a causa dell’isola di calore urbana: le superfici in asfalto e cemento assorbono calore di giorno e lo rilasciano lentamente di notte, mantenendo temperature elevate anche nelle ore più fresche.
Il cambiamento climatico e la nuova normalità estiva
Questi eventi non sono più anomalie. Sono la nuova configurazione della nostra estate. Le Heat Dome nel Mediterraneo, collegate all’espansione verso nord dell’Anticiclone Africano, stanno diventando più frequenti e più durature. Il risultato è un ambiente urbano sempre meno vivibile per settimane intere, con costi umani e sanitari sempre più gravi. (TEMPOITALIA.IT)






