Il cuore dell’anticiclone nordafricano si sta spingendo con decisione verso la nostra Penisola, trascinando con sé non solo masse d’aria roventi dal deserto del Sahara, ma anche sabbia in sospensione e condizioni di afa insopportabile. A partire da mercoledì 11 fino a domenica 15 giugno, l’Italia vivrà una delle ondate di calore più intense di questa prima parte dell’anno, con una canicola destinata a durare almeno sette giorni consecutivi.
Picchi oltre i 40°C: caldo record al Sud, ma anche il Nord boccheggia
Il primo vero picco termico è atteso già nel fine settimana. Domenica, infatti, le temperature raggiungeranno i 40°C in Sicilia e in Puglia, mentre il Centro-Sud sarà avvolto da un caldo torrido e persistente. Dopo una momentanea tregua tra lunedì e martedì — più apparente che reale — il caldo tornerà prepotente nella seconda parte della settimana.
Da mercoledì 11 a domenica 15 giugno si prevede uno scarto termico ancor più marcato rispetto alla norma, con valori fino a +8/+9°C sopra la media climatologica. Il Centro Italia potrebbe registrare massime ben oltre i 37°C, mentre al Nord si toccheranno diffusamente i 34-35°C, con livelli di umidità elevati e condizioni di afa opprimente.
Non solo sole: nubi, sabbia sahariana e aria pesante
Nonostante la prevalenza del sole, il quadro non sarà completamente stabile. Al Nord — in particolare su Alpi, Prealpi e pianure del Friuli — si potranno sviluppare nubi pomeridiane e locali rovesci, specie nel pomeriggio di domenica. La Liguria potrebbe invece essere interessata da nubi basse marittime, a tratti insistenti, che non modificheranno però il bilancio termico della giornata.
Uno degli aspetti più preoccupanti sarà rappresentato dalla sabbia sahariana trasportata dalle correnti in quota: un fenomeno in grado di offuscare il cielo, peggiorare la qualità dell’aria e rendere il caldo ancora più insidioso per anziani, bambini e persone fragili.
Giugno sahariano: un mese partito in quarta, tra caldo e criticità ambientali
Giugno 2025 si sta configurando come un mese da record, almeno nella sua prima metà. La precoce irruzione di masse d’aria dal Sahara lascia presagire una stagione estiva particolarmente intensa, in linea con quanto già indicato dalle proiezioni stagionali ECMWF. Questo tipo di configurazione, sempre più frequente negli ultimi anni, è sintomo di un meteo che evolve rapidamente e in modo poco prevedibile.