(TEMPOITALIA.IT) Soffiano in silenzio, urlano all’improvviso, portano sabbia, pioggia o gelo. I venti sono tra i protagonisti più antichi del meteo, e ovunque nel mondo hanno ispirato racconti, superstizioni… e nomi davvero curiosi. Alcuni sembrano usciti da una fiaba, altri da un racconto epico, ma tutti esistono davvero. E il più evocativo di tutti? Il vento del drago.
Il “vento del drago” spazza la CINA
In alcune regioni del CINA settentrionale, le popolazioni rurali chiamano così un violento vento stagionale che arriva da nord-ovest. Il suo vero nome è “feng long”, letteralmente “vento del drago”, e porta con sé sabbia del deserto del Gobi, raffiche forti e bruschi cali di temperatura. Il nome nasce dall’idea che un drago invisibile scuota la terra e l’aria al suo passaggio, sollevando polvere e turbando l’equilibrio dei villaggi. Ed è proprio così che lo si percepisce: rapido, rumoroso e incontrollabile.
Lo “scirocco” che sussurra e poi morde
Più vicino a noi, nel bacino del MEDITERRANEO, lo scirocco è uno dei venti più conosciuti. Ma pochi sanno che il suo nome deriva dall’arabo “sharqiyya”, che significa orientale. Un’altra possibile etimologia, indicata dall’enciclopedia Treccani, è quella che lo fa derivare dall’arabo maghrebino “šulūq“, che significa far bollire, scottare, giunto in Italia per il tramite del genovese.
Questo vento caldo e secco nasce nel deserto del SAHARA e può attraversare il MARE fino a raggiungere SICILIA, CALABRIA, PUGLIA, ma anche il NORD ITALIA e persino il NORD EUROPA. Porta con sé polveri sottili, un caldo opprimente e una sensazione di “cappa” che schiaccia. Nei racconti popolari, lo scirocco era spesso associato a mal di testa, nervosismo e insonnia.
Il “chinook” che scioglie la neve in poche ore
In alcune zone del CANADA e del MONTANA, c’è un vento capace di trasformare un paesaggio invernale in uno primaverile in un solo pomeriggio. Si chiama chinook, un nome che proviene da una popolazione nativa americana. Questo vento caldo discendente può alzare la temperatura anche di 20 gradi in poche ore, sciogliendo ghiaccio e neve all’improvviso. Per chi lo vive, è un sollievo… ma anche uno shock meteorologico!
Il “pampero” argentino: danza e tempesta
In ARGENTINA, non tutti i venti sono solo scomodi: il pampero arriva dal sud e porta freschezza, ma anche fulmini, tuoni e raffiche poderose. Il nome è legato alla parola “pampa”, le vaste praterie argentine dove questo vento corre libero. Quando arriva dopo giornate di caldo e afa, è atteso come una liberazione, anche se può rovesciare alberi e infastidire i cavalli. Non a caso, è entrato anche nel linguaggio della musica e della poesia popolare.
Venti e leggende: quando il meteo diventa racconto
Dalle steppe asiatiche alle isole greche, ogni popolo ha dato un volto e un carattere ai venti. In alcune culture antiche erano divinità, in altre messaggeri. Ancora oggi, il meteo porta con sé una carica immaginifica che va oltre i dati e i grafici: ci affascina, ci spaventa, ci incuriosisce. (TEMPOITALIA.IT)










