Un violento terremoto di magnitudo 8.8 ha colpito questa mattina la penisola di Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, con epicentro a circa 119 chilometri a sud-est di Petropavlovsk-Kamchatsky. L’evento ha provocato un’allerta tsunami per numerose zone del Pacifico, incluso Giappone, Stati Uniti, Hawaii, Cile ed Ecuador, con onde alte tra 1 e 4 metri.
Feriti e danni: numerose persone sono rimaste ferite, ma secondo le autorità locali non si registrano vittime gravi. Sono stati segnalati danni a edifici, interruzioni della fornitura elettrica e blackout nelle comunicazioni mobili, soprattutto nell’area di Petropavlovsk-Kamchatsky.
Tsunami: l’onda anomala ha colpito in particolare la città portuale di Severo-Kurilsk (Isole Curili), che è stata completamente inondata. Tutti i cittadini dell’area sono stati evacuati con successo. Onde tra i tre e i quattro metri sono arrivate anche nel distretto di Elizovsky (Kamchatka).
Evacuazioni: è stata ordinata l’evacuazione in alcune zone della Russia, del Giappone (compresi gli operai della centrale di Fukushima), delle Hawaii e di altre aree costiere dell’area pacifica.
Questo sisma viene descritto dai sismologi russi come un “evento unico”, il più potente nella regione dalla scossa di magnitudo 9.0 del 1952. Si sono verificate almeno 36 scosse di assestamento dopo la principale, alcune delle quali hanno raggiunto una magnitudo fino a 6.9.
Le autorità raccomandano di stare lontani dalle zone costiere in tutte le aree interessate dall’allerta tsunami e di seguire le indicazioni della protezione civile.