Il mese di agosto si avvicina e molti si chiedono: “Che tempo ci aspetta?” La risposta non è così scontata e per questo motivo vogliamo parlarne.
Dopo un giugno rovente e un luglio piuttosto variabile, cresce la curiosità su come andrà a finire l’estate. Le prime indicazioni che ci forniscono i principali modelli fisico-matematici, ci dicono che non dovremo aspettarci un caldo estremo come quello visto a inizio stagione. Un sollievo per chi teme ondate di calore interminabili.
Ma perché non dovrebbe fare così caldo? Tutto dipenderà dalle correnti in alta quota e dalla configurazione dell’oceano Atlantico. In passato, quando abbiamo avuto mesi di agosto molto caldi, si osservava una forte attività depressionaria al centro dell’oceano. Questa condizione spingeva aria molto calda verso il Mediterraneo, creando ondate di calore lunghe e persistenti.
Quest’anno, però, la situazione è diversa. L’anomalia termica che di solito alimenta queste dinamiche si trova più a nord-ovest, vicino al Labrador. Questa modifica favorisce l’anticiclone delle Azzorre e rafforza la corrente a getto, un “fiume” d’aria in quota che influenza il tempo su tutta l’Europa.

In sostanza, questo renderà l’alta pressione meno stabile e meno duratura. Durante agosto ci aspettiamo un andamento del tempo più variabile: giornate calde e soleggiate si alterneranno a momenti di instabilità, con possibili temporali e rinfrescate improvvise.
Ovviamente non mancheranno giornate molto calde, soprattutto al Sud e sulle isole maggiori, dove i termometri potranno toccare punte elevate. Tuttavia, saranno episodi di breve durata, senza le interminabili fiammate africane viste a giugno.
Insomma, agosto 2025 potrebbe ricordare le estati di una volta, dove il caldo veniva spezzato da pause fresche che permettevano di respirare e godersi l’estate senza eccessi.
Va ricordato che si tratta di una tendenza e non di una previsione definitiva. Il tempo può sempre riservare sorprese, ma per ora i segnali indicano un agosto più equilibrato e meno estremo.
Questo articolo è stato realizzato consultando ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
