Nei giorni scorsi si è acceso un dibattito piuttosto forte tra lettori, meteo appassionati e comuni utenti. L’ultima ondata di freddo estivo, che ha portato localmente delle temperature non distanti dai valori termici record, ha di fatto riaperto il dibattito. Come è possibile che nevichi a 2500 metri se viviamo una delle estati più calde di sempre?
In questo articolo cercheremo di approfondire il concetto e soprattutto di fare un distinguo tra ondate di caldo e di freddo estremo. E capire perché la neve a quelle quote NON è in contraddizione con il Riscaldamento Globale.
Qui parla la Scienza
Partiamo subito con i dati INEQUIVOCABILI. Il rapporto pubblicato dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha analizzato le temperature globali rilevate nel mese di giugno appena trascorso. Da esso si vede in maniera schiacciante che in molte zone del Pianeta le temperature sono risultate superiori alla media, o persino eccezionali, tanto da rendere giugno 2025 il mese più caldo mai registrato in quelle zone e il secondo a livello globale. La stragrande maggioranza del mondo è nel rosso, indi sopra le medie.
Non è da meno l’autorevole servizio climatico europeo Copernicus, secondo l’Europa occidentale ha vissuto il mese di giugno più caldo della sua storia. Lo stesso dicasi in Italia, anche se le anomalie dell’ISAC CNR sono leggermente meno estreme.
Una considerazione
Guardando però una qualunque mappa, in particolare quella proposta dalla NOAA, salta subito all’occhio una cosa. Le tonalità azzurre, quelle dove ha fatto più freddo, sono estremamente più rare e distribuite in modo frammentario rispetto a quelle calde.
Quindi, per favore, non enfatizziamo sempre il freddo che c’è stato ad esempio in Sudamerica (benché eccezionale, sia chiaro), oppure in Sudafrica. Perché, ancora una volta e per l’ennesima volta, le anomalie calde stravincono su quelle fredde. Altrimenti non saremmo in piena emergenza climatica, con conseguenze meteo oramai sotto gli occhi di tutti…