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Home A La notizia del Giorno

Emergenza meteo climatica: i dati sono allarmanti

Davide Santini di Davide Santini
19 Lug 2025 - 08:50
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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ID 23473014 | Climate Change ©Dmitry Rukhlenko | Dreamstime.com

 

Nei giorni scorsi si è acceso un dibattito piuttosto forte tra lettori, meteo appassionati e comuni utenti. L’ultima ondata di freddo estivo, che ha portato localmente delle temperature non distanti dai valori termici record, ha di fatto riaperto il dibattito. Come è possibile che nevichi a 2500 metri se viviamo una delle estati più calde di sempre?

 

In questo articolo cercheremo di approfondire il concetto e soprattutto di fare un distinguo tra ondate di caldo e di freddo estremo. E capire perché la neve a quelle quote NON è in contraddizione con il Riscaldamento Globale.

 

Qui parla la Scienza

Partiamo subito con i dati INEQUIVOCABILI. Il rapporto pubblicato dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha analizzato le temperature globali rilevate nel mese di giugno appena trascorso. Da esso si vede in maniera schiacciante che in molte zone del Pianeta le temperature sono risultate superiori alla media, o persino eccezionali, tanto da rendere giugno 2025 il mese più caldo mai registrato in quelle zone e il secondo a livello globale. La stragrande maggioranza del mondo è nel rosso, indi sopra le medie.

 

Anomalie rosso fuoco: il caldo a livello mondiale è stato schiacciante in giugno (fonte: NOAA)

 

Non è da meno l’autorevole servizio climatico europeo Copernicus, secondo l’Europa occidentale ha vissuto il mese di giugno più caldo della sua storia. Lo stesso dicasi in Italia, anche se le anomalie dell’ISAC CNR sono leggermente meno estreme.

 

Una considerazione

Guardando però una qualunque mappa, in particolare quella proposta dalla NOAA, salta subito all’occhio una cosa. Le tonalità azzurre, quelle dove ha fatto più freddo, sono estremamente più rare e distribuite in modo frammentario rispetto a quelle calde.

 

Quindi, per favore, non enfatizziamo sempre il freddo che c’è stato ad esempio in Sudamerica (benché eccezionale, sia chiaro), oppure in Sudafrica. Perché, ancora una volta e per l’ennesima volta, le anomalie calde stravincono su quelle fredde. Altrimenti non saremmo in piena emergenza climatica, con conseguenze meteo oramai sotto gli occhi di tutti…

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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