(TEMPOITALIA.IT) Una vicenda estremamente significativa si sta sviluppando negli Stati Uniti riguardo all’accesso alle informazioni scientifiche sul clima. Le informazioni climatiche governative stanno scomparendo in modo sistematico dall’amministrazione attuale, generando profonde preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale.
L’amministrazione federale ha rimosso il sito web globalchange.gov all’inizio di luglio 2025, mentre la NASA ha annunciato ieri, lunedì 15 luglio che non ospiterà i rapporti climatici nazionali come inizialmente promesso. La portavoce NASA Bethany Stevens ha dichiarato che “l’USGCRP ha soddisfatto i suoi obblighi statutari presentando i reports al Congresso. La NASA non ha obblighi legali di ospitare i dati di globalchange.gov”.
Questa decisione rappresenta un colpo devastante per l’accesso pubblico alle informazioni scientifiche. I National Climate Assessment costituiscono una risorsa fondamentale. L’ultimo rapporto del 2023 comprendeva un atlante interattivo che permetteva di conoscere gli effetti attuali e futuri del riscaldamento globale nella propria città o stato specifico.
Le reazioni della comunità scientifica sono state durissime e immediate. La rimozione di queste risorse scientifiche ha conseguenze legali e pratiche di ampia portata.
Come evidenziato da ricerche recenti sulla trasparenza scientifica, l’accesso pubblico alle informazioni climatiche è considerato un diritto umano dalle Nazioni Unite.
Studi sulla credibilità delle fonti scientifiche dimostrano che la fiducia del pubblico nelle istituzioni scientifiche è fondamentale per l’efficacia delle politiche climatiche.
La NASA ha una lunga storia di monitoraggio del riscaldamento globale, fornendo dati cruciali attraverso la GISS Surface Temperature Analysis. L’agenzia spaziale americana continua a svolgere un ruolo centrale nella ricerca climatica, come confermato dalla sua conferma che anche il gennaio 2016 fu il più caldo di sempre.
Non è la prima volta che l’amministrazione dell’attuale presidente americano adotta una linea dura contro l’energia verde, privilegiando il petrolio e limitando le iniziative ambientali. Come già documentato in precedenza, l’attuale presidente aveva riunito scienziati scettici sul clima per mettere in discussione le conclusioni dell’IPCC sui cambiamenti climatici.
Ricerche sulla comunicazione scientifica del clima hanno dimostrato come la disinformazione climatica possa influenzare negativamente le politiche pubbliche. Studi sulla trasparenza nella scienza sottolineano l’importanza dell’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche per combattere la diffusione di informazioni errate sul clima.
La situazione attuale rappresenta un precedente estremamente preoccupante per l’accesso pubblico a informazioni scientifiche utilizzate in tutto il mondo, anche in Italia. Ci sono potenziali ripercussioni sulla sicurezza pubblica americana e mondiale con un rallentamento nella preparazione ai cambiamenti climatici in atto e che sono considerati reali dalla maggioranza dell’opinione pubblica mondiale.
Queste sono le scelte però di un Paese sovrano, l’Europa dovrebbe rafforzare i finanziamenti nei vari progetti ed Enti già attivi nella ricerca, in specie Copernicus che dovrebbe divenire l’equivante della NASA in ambito dello studio del clima in Europa, con pari finanziamenti. (TEMPOITALIA.IT)






