(TEMPOITALIA.IT) Quest’anno l’arrivo dell’inverno artico appare più repentino e deciso rispetto al passato. Il vortice polare, che si è strutturato già oltre un mese fa, sta iniziando a mostrare la sua forza con irruzioni di aria gelida. Una di queste ha già interessato l’Italia, mentre altre hanno raggiunto e raggiungeranno diverse zone dell’emisfero settentrionale nelle prossime settimane. Nonostante ciò, non si può parlare di un autunno anticipato: osservando le anomalie termiche globali, i valori restano in prevalenza sopra la media, addirittura oltre il Circolo Polare Artico, con fasi di caldo anomalo.
Il vortice polare non è altro che una vasta circolazione atmosferica in quota che però condiziona anche gli strati più bassi dell’atmosfera. In queste settimane, nell’emisfero australe, si è verificato un episodio straordinario: un potente riscaldamento stratosferico ha mandato in frantumi il vortice polare del Polo Sud. Un evento simile capita in media ogni venti o trent’anni. Gli effetti potrebbero manifestarsi con una primavera particolarmente instabile in aree come Sudafrica, Sudamerica e Australia, tra improvvisi ritorni di freddo e picchi di calore. A complicare lo scenario c’è anche la formazione della Niña, che influenza l’Oceano Pacifico e ne accentua l’instabilità climatica.
In Europa, invece, non sarà direttamente il vortice polare a guidare la situazione, ma una circolazione atmosferica meridiana che verrà condizionata da un anticiclone sulla Scandinavia. Sarà proprio questo anomalo blocco a deviare una discesa di aria gelida dalla Russia verso l’Italia già nei primi giorni di ottobre. Condizioni che ricordano più l’inverno pieno che l’inizio dell’autunno, quando un tempo erano frequenti nevicate e gelate che oggi sono ormai diventate rare.
Il quadro di queste settimane in Europa è anche il segnale di una crescente estremizzazione climatica. Emblematico il caso di un ciclone tropicale che, dopo aver perso le caratteristiche di uragano, è riuscito comunque a raggiungere le isole Azzorre trasformandosi in ciclone extratropicale. Non sarà distruttivo, ma la sua presenza in quell’area è comunque un fatto di rilievo.
È presto per dire se il prossimo inverno sarà influenzato in modo diretto da questo vortice polare, ma la presenza della Niña lascia intravedere una maggiore possibilità di avere ondate di freddo. La vera novità del 2025 sembra però essere la maggiore variabilità atmosferica in Europa, un aspetto che un tempo era più tipico di altri continenti. Potrebbe significare un inverno meno distante dalla media climatica, pur rimanendo comunque segnato dall’anomalia dei cambiamenti climatici.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF e Global Forecast System del NOAA.










