Il meteo dei prossimi giorni racconta una storia di fuoco, ma anche di un possibile e importante cambio di rotta. Tra il 19 e il 24 luglio, ci troviamo immersi in una delle più intense avvezioni calde africane di questa stagione. Non è solo un’ondata di caldo: è una vera offensiva subtropicale che, spinta da una complessa dinamica atlantica, punta dritta all’Italia centro-meridionale e parte della Pianura Padana, portando con sé termiche e valori al suolo da capogiro.
Tutto nasce da un profondo vortice depressionario posizionato sulle Isole Britanniche che, nei prossimi giorni, tenterà per ben due volte di spingersi verso il Mediterraneo centrale. Ogni suo tentativo finisce per sollecitare ulteriormente il promontorio africano, che a quel punto risponde espandendosi con più forza verso le nostre latitudini. Il primo affondo fallirà, ma sarà sufficiente a innescare una risposta calda prefrontale che ci farà toccare temperature estreme. Parliamo di valori a 850 hPa (1500 metri circa) davvero impressionanti: la +20°C in Emilia, la +26°C in Abruzzo, la +29°C (forse anche +30°C) in Sicilia. In quota è un’anomalia mostruosa e al suolo vuol dire superare i +40°C in diverse aree interne del Centro-Sud.
L’autorevole modello ECMWF colora l’Italia con tonalità arancioni accese, segnalando un caldo estremo per il periodo: ci aspetta una fase rovente, afosa, difficile da sostenere. Nel frattempo, però, l’arco alpino sarà teatro di violenti temporali, con cumulati anche significativi nelle aree prealpine. Il contrasto tra masse d’aria così diverse non può che produrre instabilità severa.
Ma la parte davvero interessante arriva dopo. Tra il 24 e il 25 luglio, il secondo tentativo del vortice atlantico andrà a segno. Questa volta sì: l’affondo riuscirà a rompere l’equilibrio barico, scavando un’ondulazione più profonda nel cuore del Mediterraneo. Certo, ci sarà un ultimo richiamo caldo, anche più intenso del precedente, ma rappresenterà il canto del cigno dell’anticiclone africano. A seguire, inizierà una fase che potrebbe, con le dovute cautele, segnare una svolta.
Il meteo di fine mese, infatti, mostra segnali incoraggianti. Le ultime uscite modellistiche lasciano intravedere una discesa d’aria atlantica più franca, con il potenziale per scalzare la cupola africana e ripristinare un assetto più mobile e meno opprimente. Sarebbe il primo vero break stagionale in grado di portare refrigerio su scala nazionale, temporali più diffusi e un ridimensionamento sensibile delle temperature. Non sarà l’autunno, certo, ma dopo tanta staticità e caldo opprimente, anche una semplice rinfrescata può fare tutta la differenza del mondo.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON.