Il meteo di agosto si prospetta tutt’altro che tranquillo, nonostante le previsioni a lungo termine indichino una tendenza a precipitazioni inferiori alla media su larga scala. Un’apparente contraddizione che però, a guardare più da vicino i dati e la natura stessa dei fenomeni meteo estivi, trova piena coerenza: si può vivere un mese quasi siccitoso, ma comunque segnato da eventi estremi localizzati, capaci di portare allagamenti improvvisi e danni anche significativi.
Secondo le proiezioni elaborate da centro Copernicus, le prossime settimane vedranno gran parte del continente europeo sotto l’influenza di un regime anticiclonico persistente, con pochissime aree interessate da precipitazioni abbondanti. Anche zone generalmente soggette a instabilità, come le Alpi, sembrano destinate a ricevere piogge meno frequenti del consueto, spesso frammentarie e brevi.
Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno. Avere una media pluviometrica bassa non implica automaticamente un’estate priva di fenomeni meteo pericolosi. Anzi, proprio nei mesi dominati da lunghi periodi asciutti, l’arrivo improvviso di una perturbazione o di un singolo sistema temporalesco può innescare nubifragi violenti, grandinate e alluvioni lampo, specialmente in contesti urbani o orograficamente esposti.
Le mappe climatiche non descrivono l’intensità degli eventi, ma il loro accumulo complessivo. E questo è il nodo centrale: un mese può registrare meno pioggia rispetto alla norma, ma se questa si concentra tutti in pochi minuti su un’area circoscritta, le conseguenze possono essere drammatiche, anche più che in un mese mediamente piovoso ma con precipitazioni ben distribuite.
L’estate del 2017 rappresenta un precedente eloquente. In quell’anno, gran parte dell’Italia fu colpita da una siccità estrema, tranne alcune aree delle Alpi centro-orientali, dove si verificarono precipitazioni molto superiori alla norma. In alcuni casi, in pochi giorni cadde una quantità di pioggia pari al doppio o al triplo rispetto alla media dell’intero mese.
A rendere questo scenario ancora più plausibile è il ruolo crescente giocato dalla temperatura del mare, che nel bacino del Mediterraneo è ormai costantemente sopra la media. Una superficie marina più calda fornisce ulteriore energia e umidità, elementi fondamentali per lo sviluppo di temporali esplosivi, capaci di autoalimentarsi e intensificarsi rapidamente, anche in un contesto climatico più stabile nel complesso.
Sul fronte termico, la tendenza per agosto appare più definita: il mese sarà con ogni probabilità dominato da temperature superiori alla media, con fasi anche molto calde alternate a brevi intermezzi più freschi. I modelli indicano una persistente anomalia positiva, in linea con le dinamiche estive degli ultimi anni, dove il caldo sopra media è ormai diventato la norma.
L’articolo è stato realizzato sulla base della mappe elaborate e pubblicate da COPERNICUS.