Il dominio dell’afa si espande
I prossimi giorni trascorreranno sotto il segno del caldo estremo. L’espansione dell’alta pressione di origine subtropicale è già visibile dagli ultimi aggiornamenti: una cupola rovente si formerà sull’intera Penisola, intrappolando calore e umidità. Quando si parla di “alta pressione”, in meteorologia, si intende un’area dove l’aria scende verso il basso, impedendo la formazione di nuvole e, di conseguenza, di precipitazioni.
Questo processo, in estate, comporta un aumento delle temperature e della stabilità atmosferica, ma anche una riduzione del ricambio d’aria, con un conseguente innalzamento dell’afa.
Le temperature schizzeranno rapidamente verso l’alto, soprattutto in pianura. Tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, si toccheranno i 34-36°C, con un’umidità elevata che renderà la percezione del calore ancora più intensa.
I picchi di caldo più alti
Il vero allarme meteo, però, riguarda il Sud. Tra Domenica 20 e Martedì 22 Luglio, secondo le ultime elaborazioni modellistiche, si entrerà nel cuore dell’ondata di calore. In particolare, le zone interne della Sardegna e della Sicilia, così come ampie porzioni di Puglia e Basilicata, potrebbero vedere la colonnina di mercurio sfiorare, e in alcuni casi superare, i 45°C. Si tratta di valori eccezionali, che pongono seri problemi di salute pubblica, soprattutto per le categorie più fragili come anziani e bambini.
La combinazione di calore intenso, assenza di vento e alta umidità crea le condizioni per un’“isola di calore”, un fenomeno in cui le temperature percepite possono superare di molto quelle registrate. Le aree urbane, in particolare, subiranno un riscaldamento maggiore, per via della concentrazione di cemento e asfalto che trattengono e rilasciano il calore più lentamente.
Un possibile cambiamento meteo a metà settimana
Nonostante il quadro appaia statico, i modelli previsionali lasciano intravedere una possibile variazione del meteo nella seconda parte della settimana. Tra Martedì 22 e Mercoledì 23 Luglio, una rottura parziale dell’anticiclone potrebbe concretizzarsi, a partire dalle regioni settentrionali. In termini meteorologici, si tratterebbe di un indebolimento della pressione che consentirebbe l’ingresso di correnti più fresche atlantiche, portatrici di instabilità e di un calo termico.
Un primo miglioramento si attende su Piemonte, Lombardia occidentale e Alpi centrali, dove l’aria meno calda potrebbe generare rovesci temporaleschi di breve durata, ma molto intensi. Da qui, il cambiamento potrebbe estendersi al Centro, interessando la Toscana interna, l’Umbria e parte delle Marche. Sul Sud, invece, bisognerà aspettare qualche giorno in più: il blocco dell’alta pressione lì è spesso più resistente, e il calo delle temperature sarà più lento e meno marcato.