Parlare di meteo autunnale nel pieno del mese di Luglio potrebbe sembrare prematuro, se non addirittura azzardato. Tuttavia, quando si osservano i segnali forniti dai grandi modelli climatici internazionali, come quelli elaborati da Copernicus o dal Centro Europeo ECMWF -fonti su cui si basa questo articolo -, alcune tendenze di fondo iniziano già a delinearsi. Non si tratta di previsioni giornaliere – impossibili a questa distanza temporale – ma di prospettive climatologiche che indicano come potrebbero evolvere ottobre e novembre sotto il profilo atmosferico.
L’autunno è, da sempre, una stagione ad alto rischio meteo, soprattutto lungo le aree costiere italiane. L’energia accumulata nei mari, che quest’anno risultano notevolmente più caldi della norma, rappresenta un fattore critico da non sottovalutare. Questo eccesso di calore marino può infatti innescare la formazione di temporali autorigeneranti, strutture meteorologiche capaci di scaricare enormi quantità di pioggia su aree ristrette, in tempi molto brevi. Il rischio, in particolare per il Sud Italia e per le regioni affacciate sui mari, dal Ligure fino allo Ionio, è di trovarsi di fronte a eventi intensi e difficilmente prevedibili con largo anticipo.
La Val Padana, invece, con l’ingresso più deciso dell’autunno – a partire da ottobre – dovrebbe gradualmente uscire dalla stagione dei temporali violenti con grandine, tipici dell’estate avanzata. Tuttavia, non va esclusa del tutto la possibilità di instabilità residua, specialmente nelle prime settimane del mese e più avanti, la possibilità di fasi perturbate con precipitazioni molto intense nelle zone pedemontane nel caso della comparsa di correnti di scirocco.
Un altro aspetto che merita attenzione riguarda le temperature, che – secondo i dati più aggiornati del programma Copernicus Climate Change Service – continueranno a mantenersi sopra le medie stagionali, non solo a settembre ma anche per tutto ottobre. Questo caldo tardivo, frutto di una persistenza dell’anticiclone subtropicale e di un Mediterraneo eccezionalmente caldo, potrebbe ritardare l’arrivo delle prime vere fasi autunnali, rendendo ottobre un mese ancora dal sapore estivo, con giornate asciutte, miti, e notti solo lievemente fresche.
Dal punto di vista climatico, ci si attende quindi un autunno a due velocità: una prima fase dominata da temperature anomale, assenza di precipitazioni diffuse e forte rischio di fenomeni intensi e localizzati, specie sulle coste; seguita, nel mese di novembre, da un graduale cambio di rotta. Questo mese potrebbe portare le prime irruzioni di aria fredda, e quindi un meteo più simile a quello tipico tardo-autunnale, con perturbazioni organizzate, piogge più diffuse e, in alta quota, le prime nevicate sull’Arco Alpino.
Tuttavia, parlare oggi di freddo precoce, neve a bassa quota o ondate artiche non solo non ha senso, ma risulta anche privo di fondamento scientifico. I modelli stagionali non offrono questo tipo di dettaglio, e il rischio di alimentare aspettative errate è elevato. Quello che si può affermare, però, è che l’Italia dovrà fare i conti con un meteo di inizio di autunno caldo e instabile, seguito da un novembre più perturbato e vicino agli standard stagionali.