• Privacy
venerdì, 19 Giugno 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Meteo, L’Estate non c’è più

Andrea Meloni di Andrea Meloni
11 Lug 2025 - 11:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
Share on FacebookShare on Twitter

I queste giornate estive, mi viene spontaneo chiedermi se davvero questo sia quello che una volta chiamavamo “estate mediterranea”. La sensazione è che qualcosa sia profondamente cambiato, e non sono solo io a pensarlo.

 

È innegabile che l’abitudine a certe condizioni meteorologiche abbia stravolto completamente la nostra percezione dell’Estate. Parliamo della stagione che dovrebbe essere sinonimo di caldo, sole, mare e bel tempo. La stagione delle ferie, dei viaggi, delle gite fuori porta. Almeno, questo era quello che rappresentava un tempo.

 

Peccato che gli ultimi decenni abbiano segnato una svolta radicale. Per essere più precisi, hanno rappresentato un vero e proprio cambio della guardia. Quello che tutti consideravamo l’Anticiclone più gradito, quello delle Azzorre, non domina più i nostri cieli. Al suo posto, come ormai sappiamo bene, è subentrata l’Alta Pressione Africana.

Bisogna essere chiari su questo punto: stiamo parlando dell’Anticiclone Africano, punto e basta. Non di un presunto “anticiclone afro-mediterraneo”, né di un fantomatico “anticiclone delle Azzorre più caldo”. No. Si tratta dell’Anticiclone Subtropicale, quella struttura meteorologica che trasporta masse d’aria rovente direttamente dalle latitudini subtropicali verso di noi.

 

Si sentono e si leggono interpretazioni di ogni tipo, quasi a voler giustificare un fenomeno che non ha bisogno di giustificazioni. Ma quando si affrontano condizioni meteorologiche estreme, la chiarezza è fondamentale. Niente giri di parole, niente tentativi di addolcire la pillola: semplicemente la realtà. E la realtà ci dice che l’Estate non è più quella di una volta.

Sapete qual è il vero problema di tutto questo? L’abitudine a certe situazioni termiche e climatiche sta letteralmente cancellando la memoria collettiva. I più giovani, per fare un esempio concreto, non hanno la minima idea di cosa significhi “Estate mediterranea” nel senso tradizionale del termine. Pensate a chi è nato dopo l’Estate del 2003… Quella fu la stagione che cambiò tutto, che segnò ufficialmente la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova era climatica.

 

Chi è nato in quel periodo non ha mai sperimentato cosa significhi l’Alta Pressione delle Azzorre. Ma attenzione: il problema della “memoria storica” non riguarda soltanto i più giovani, perché quel tipo di esperienza climatica chiaramente non si può avere se non la si è vissuta direttamente. Il fatto ancora più preoccupante è che persino chi quell’epoca l’ha vissuta sulla propria pelle sta dimenticando com’era davvero una volta.

 

Com’era il tempo, com’era l’autentica Estate mediterranea. Sì, perché era completamente diversa, caratterizzata dall’assenza di eccessi termici se non in rare occasioni. Si riusciva a dormire durante la notte, si respirava di giorno. Certamente, ogni tanto capitava che il caldo diventasse un po’ più intenso, ma si trattava di ondate di calore davvero sporadiche.

Al massimo 2-3, forse 4 episodi in un’intera Estate. Ed erano eventi eccezionali, non certo la norma. Oggi invece, se dovesse tornare l’Alta delle Azzorre, rappresenterebbe un’eccezione e non più la regola. Ed ecco come la nostra percezione dell’Estate si è trasformata, come è cambiata la nostra comprensione di condizioni meteorologiche che con la normalità di un tempo non hanno più nulla in comune.

La ricerca scientifica internazionale conferma che questi cambiamenti sono senza precedenti negli ultimi 1.200 anni e direttamente collegati all’aumento dei gas serra di origine antropica. Non si tratta di una normale variabilità climatica, ma di una trasformazione profonda dei pattern atmosferici che governano il nostro clima.

Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Meteo: refrigerio, è tutto vero? I dati parlano chiaro, temperature giù di 10 gradi

Prossimo articolo

Meteo: nel fine settimana non si starà tranquilli, le 5 regioni a rischio grandine

Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

Prossimo articolo

Meteo: nel fine settimana non si starà tranquilli, le 5 regioni a rischio grandine

Dieci giorni di caldo estremo, Nord Italia nel mirino

19 Giugno 2026

Fino a 42 gradi in Valpadana: a rischio dei record? L’analisi dei modelli

19 Giugno 2026

Temporali e grandine in arrivo Venerdì 19

18 Giugno 2026
Arrivano i 40 gradi

Meteo, si guarda ai 40 gradi: ecco quando potrebbe cambiare tutto

18 Giugno 2026

Da tempo non è più lo stesso Meteo: siamo nell’epoca del CALDO insostenibile

18 Giugno 2026

Caldo estremo sull’Italia, ne usciremo a fine mese? L’intervista all’esperto

18 Giugno 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.