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Anticiclone delle Azzorre vs Anticiclone africano: chi dominerà l’estate 2025?

Luca Martini di Luca Martini
13 Mag 2025 - 18:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Un duello d’aria calda nel cuore del Mediterraneo

L’estate italiana si gioca da sempre sull’equilibrio tra due giganti dell’atmosfera: l’Anticiclone delle Azzorre, simbolo di stabilità mite e ventilata, e l’Anticiclone africano, che porta caldo torrido e afa persistente. Negli ultimi decenni, il secondo ha guadagnato terreno, spingendosi sempre più spesso e più a lungo verso l’Italia, a discapito del primo. Ma l’estate 2025 potrebbe riservare qualche sorpresa, mettendo di nuovo in gioco la figura atlantica, che per anni è stata la protagonista indiscussa delle estati del passato.

Per capire cosa aspettarci nei prossimi mesi, è fondamentale analizzare chi sono questi due colossi atmosferici, come si comportano, e quali segnali stanno lanciando i modelli previsionali in queste settimane.

 

Anticiclone delle Azzorre: il custode delle estati del passato

L’Anticiclone delle Azzorre prende il nome dall’omonimo arcipelago portoghese. Si tratta di un’alta pressione di origine oceanica, caratterizzata da masse d’aria più temperate e secche, che portano tempo stabile ma con temperature gradevoli, ventilazione costante e notti fresche, specialmente al Nord e nelle zone collinari.

Negli anni ‘60, ‘70 e ‘80, questa figura barica era la vera padrona delle estati italiane, offrendo un clima estivo equilibrato, con pochi e brevi episodi di caldo estremo. La sua presenza garantiva un’estate lunga, ma vivibile, fatta di giornate assolate ma raramente soffocanti.

Negli ultimi decenni, però, il suo dominio è stato gradualmente eroso dall’espansione verso nord dell’alta pressione subtropicale africana, più aggressiva e instabile.

 

Anticiclone africano: l’invasore rovente degli ultimi anni

L’Anticiclone africano è un sistema di alta pressione che nasce nel cuore del deserto del Sahara. La sua struttura è molto più calda e, spesso, carica di umidità nei bassi strati. Quando raggiunge l’Italia, porta con sé ondate di calore estremo, con picchi superiori ai 40 °C, notti tropicali, e un’atmosfera opprimente.

Negli ultimi dieci anni, questo anticiclone ha soppiantato quasi completamente quello delle Azzorre, diventando il marchio distintivo delle nuove estati italiane. Da Giugno a Settembre, le sue vampate hanno spesso dominato il bacino del Mediterraneo centrale, estendendosi anche su Europa centrale, Balcani e perfino sul Regno Unito, in alcune occasioni.

 

Estate 2025: i primi segnali del ritorno atlantico

Alcuni modelli stagionali suggeriscono che, almeno nella prima parte dell’estate, potrebbe esserci una maggiore influenza dell’Anticiclone delle Azzorre, soprattutto tra Giugno e metà Luglio, specie sul Nord Italia e sull’Europa occidentale. Questo comporterebbe un inizio estate più mite, con caldo moderato, meno umidità e periodi più ventilati. Una configurazione che potrebbe ridurre la frequenza delle ondate di calore estreme, almeno nella fase iniziale.

 

L’Africa però è pronta a colpire, specie al Sud

Nel Sud Italia e sulle Isole Maggiori, invece, i segnali sono diversi. Il riscaldamento accelerato del Sahara centrale, le temperature marine già elevate e la posizione dell’ITCZ — la zona di convergenza intertropicale — suggeriscono che l’Anticiclone africano potrebbe comunque farsi sentire con forza tra Luglio e Agosto, riportando ondate roventi sul Sud, sulla Sicilia e sulla Calabria ionica.

In particolare, tra la seconda metà di Luglio e la prima di Agosto, l’Italia potrebbe essere attraversata da più episodi di caldo africano, anche se la frequenza e l’intensità restano ancora da definire.

 

Il grande rebus del Nord: tra caldo e temporali

Il Nord Italia resta l’area più difficile da interpretare. Se da un lato l’eventuale presenza dell’Anticiclone delle Azzorre potrebbe moderare le temperature, dall’altro la vicinanza alle correnti atlantiche fresche potrebbe favorire l’instabilità pomeridiana, con temporali frequenti, soprattutto in montagna e in pianura nelle ore più calde.

L’estate 2025, dunque, potrebbe essere per il Nord più dinamica e instabile, con fasi di caldo seguite da rovesci improvvisi. Il rischio grandine, come già accaduto negli ultimi anni, resterà elevato soprattutto a Giugno e Luglio. (TEMPOITALIA.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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