(TEMPOITALIA.IT) Le temperature relativamente miti vissute negli ultimi giorni alle nostre latitudini avrebbero potuto alimentare qualche speranza. Eppure i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S) riportano alla realtà: nonostante una leggera flessione rispetto ai record assoluti, luglio 2025 si è comunque posizionato al terzo posto tra i più caldi mai registrati.
Temperature globali ben oltre la norma
Secondo le analisi del dataset ERA5, basato su miliardi di osservazioni satellitari e terrestri, la temperatura media globale dell’aria superficiale ha raggiunto 16,68°C. Un valore di 0,45°C sopra la media 1991–2020, che si colloca comunque 0,27°C sotto il primato del 2023. Rispetto all’epoca preindustriale (1850–1900), però, l’anomalia resta significativa: +1,25°C, superando ancora una volta i livelli critici fissati dall’Accordo di Parigi.
Il dato più preoccupante riguarda l’intero periodo agosto 2024 – luglio 2025, che ha registrato una media di +1,53°C sopra i valori preindustriali, segnalando una tendenza sempre più marcata al riscaldamento.
In Europa luglio da record, ma con differenze locali
Il continente europeo ha vissuto il terzo luglio più caldo mai registrato, con una temperatura media di 21,12°C, ossia +1,30°C rispetto alla climatologia recente.
Le aree maggiormente colpite dal caldo intenso sono state quelle del Nord Europa. In Svezia e soprattutto in Finlandia si sono verificate ondate di calore eccezionali. L’Istituto meteorologico finlandese ha confermato che dal 11 al 31 luglio il Paese ha affrontato un periodo di 20 giorni consecutivi con temperature oltre i 30°C, il più lungo mai osservato dal 1961. Complessivamente, in Finlandia, si sono contati 23 giorni “caldi”, con massime superiori a 25°C.
Al contrario, in alcune zone dell’Europa centrale, della Russia occidentale e in parti della Spagna, le temperature si sono mantenute lievemente sotto la media stagionale, segnando una piccola eccezione al trend generale.
Estremi nel sud-est Europa e incendi devastanti
Situazione ancora più critica nel Sud-Est Europa, dove il Copernicus ha rilevato valori estremi. In Turchia è stato stabilito un nuovo record nazionale con 50,5°C. Sia la Turchia che la Grecia sono state inoltre pesantemente colpite da incendi diffusi tra giugno e luglio, con conseguenze molto gravi su ecosistemi e qualità dell’aria.
Oceani sempre più caldi e ghiacci in ritirata
Le anomalie non riguardano solo la terraferma. Anche gli oceani hanno mostrato un riscaldamento evidente: la temperatura media superficiale marina (SST) tra i 60° nord e sud è stata di 20,77°C, il terzo valore più alto di sempre per luglio, a soli 0,12°C dal record stabilito nel 2023. I mari con le anomalie più evidenti sono stati il Mare di Norvegia e il Mare del Nord.
Le conseguenze si riflettono direttamente sui ghiacci:
- nell’Artico, l’estensione del ghiaccio marino è risultata inferiore del 10% rispetto alla media, il secondo dato più basso di sempre per luglio, in linea con i valori di 2012 e 2021;
- in Antartide, il deficit è stato dell’8% sotto la media, rappresentando il terzo luglio più scarso della serie storica.
Credit: copernicus.eu (TEMPOITALIA.IT)







