(TEMPOITALIA.IT) L’inverno 2025-2026 si annuncia con un possibile protagonista: la Niña, fase fredda del ciclo ENSO, che comporta il raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Questo fenomeno, pur localizzato nell’Oceano Pacifico, è in grado di influenzare la circolazione atmosferica globale e condizionare anche il clima europeo. Dopo anni di inverni miti dominati dall’anticiclone africano, i modelli stagionali iniziano a mostrare scenari di freddo intenso, con possibilità di irruzioni artiche e nevicate abbondanti fino a basse quote.
La Niña si manifesta quando le acque oceaniche scendono di almeno 0,5°C sotto la media, innescando un effetto domino che modifica la circolazione di Walker e rafforza la corrente a getto. Secondo il Climate Prediction Center della NOAA, dopo una fase neutrale dell’ENSO nell’estate 2025, si prospetta un ritorno della Niña tra l’autunno e l’inizio del 2026. Parallelamente, nell’Atlantico è stato individuato un raffreddamento anomalo delle acque equatoriali, la cosiddetta Niña Atlantica: la combinazione dei due fenomeni potrebbe favorire la discesa di masse d’aria fredda sull’Europa.
Gli indici climatici giocano un ruolo cruciale. L’Oscillazione Artica (AO) in fase negativa segnala un indebolimento del vortice polare, mentre una NAO negativa favorisce la formazione di blocchi anticiclonici sulla Groenlandia, con conseguente spinta di aria artica verso sud. A questi si aggiunge la fase orientale della QBO, che tende a disturbare ulteriormente il vortice polare, aumentando le probabilità di irruzioni fredde. Anche l’amplificazione artica, legata al riscaldamento più rapido delle regioni polari, può destabilizzare il vortice e facilitare eventi come il Sudden Stratospheric Warming (SSW), che spesso portano a discese gelide verso l’Europa.
Un riferimento recente arriva dagli Stati Uniti, che nell’inverno 2024-2025 hanno vissuto un drastico raffreddamento: nevicate eccezionali e temperature sotto i -30°C a seguito di un crollo del vortice polare a febbraio. Gli archivi climatici mostrano come gli inverni con Niña abbiano spesso portato in Europa freddo prolungato e nevicate diffuse, come accadde nel 2010-2011 con neve storica anche al Sud Italia.
Per l’Italia e l’area mediterranea, la Niña potrebbe determinare un aumento delle precipitazioni e delle nevicate, soprattutto con combinazioni negative di AO e NAO. La posizione geografica della Penisola, al centro del Mediterraneo, la espone in modo particolare agli scambi meridiani e alle discese artiche.
Le previsioni stagionali ECMWF e i modelli dinamici convergono sempre più verso l’ipotesi di un inverno movimentato e freddo, anche se restano incertezze su intensità e durata della Niña. In ogni caso, il prossimo inverno difficilmente seguirà il copione monotono degli ultimi anni: le condizioni atmosferiche stanno preparando il terreno per un ritorno a scenari più dinamici, più freddi e potenzialmente nevosi per gran parte d’Europa.
Credit: per la realizzazione dell’articolo sono state consultate le analisi tratte da NOAA e COPERNICUS. (TEMPOITALIA.IT)






