(TEMPOITALIA.IT) Si fa già un gran parlare dell’Inverno, trascurando – a torto – l’andamento meteo climatico autunnale. Trascurarlo significa perdersi un pezzo del puzzle, senza il quale non è possibile completarlo
Le dinamiche autunnali, infatti, sono quelle che gettano le fondazioni della stagione invernale. In particolare si deve prestare attenzione al Vortice Polare, indicata come la struttura maggiormente impattanti sulle sorti dell’Inverno. Ed è proprio sul Vortice Polare che vogliamo soffermarci, ragionare, provare a capire cosa potrebbe succedere.
Dobbiamo partire dal presupposto che quest’anno siamo in presenza di alcune dinamiche climatiche – su scala globale – estremamente importanti. Abbiamo ampie conferme sul fatto che sarà presente La Nina, così come è ampiamente confermata la presenza di una QBO negativa.
Chi ha avuto modo di seguire approfondimenti in merito saprà che il mix di questi due pattern prelude a Inverni decisamente dinamici e in alcuni casi anche freddi. Non stiamo parlando di effetti in Italia, su questo dobbiamo essere molto chiari, ma stiamo parlando di effetti su scala emisferica.
C’è un altro aspetto importante da considerare, ovvero la statistica. Quando Settembre vede la presenza di un Vortice Polare debole spesso e volentieri abbiamo eventi stratosferici rilevanti nel bel mezzo dell’Inverno. In particolare riscaldamento stratosferici improvvisi, tali da provocare un vero e proprio sconquasso atmosferico.
Ed è ciò che sta accadendo quest’anno, così come l’anno scorso. Siamo in presenza di un Vortice Polare disturbato, non a caso alcuni autorevoli modelli matematici vedrebbero per la fase centrale invernale un alto rischio di rottura del Vortice Polare.
Ma al di là di una rottura o meno quanto descritto si potrebbe tradurre in un Inverno certamente dinamico, magari anche freddo, comunque non insulso come gli ultimi 3 Inverni. (TEMPOITALIA.IT)







