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Meteo d’Estate 2025 davvero spacciata? Facciamo chiarezza

Andrea Meloni di Andrea Meloni
28 Set 2025 - 18:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Le proiezioni che vanno per due settimane di validità, osservate attraverso modelli matematici europeo e americano, hanno stravolto la linea di tendenza meteo. Ovviamente, soprattutto per un meteo a lungo termine, abbiamo necessità di avere conferma e quindi questa previsione nel lunghissimo termine – parliamo di un periodo dopo il 5 Ottobre – necessita assolutamente di essere confermata. Quindi questa analisi direi di utilizzarla come lettura per cercare di avere una linea e al fine di intuire quale potrebbe essere la linea di tendenza.

 

Sta succedendo qualcosa su scala europea che non ci aspettavamo. Partiamo dal principio: i modelli matematici stagionali ci hanno detto che avremmo avuto un mese di Ottobre più caldo della media. Tuttavia, hanno evidenziato che nella prima decade di Ottobre avremmo avuto temperature nella media e precipitazioni ricorrenti – insomma, tutto sommato quello che i modelli matematici ci stanno indicando.

 

Però allo stesso tempo gli stessi modelli matematici che vediamo nelle due settimane, qualche giorno fa, hanno indicato la possibilità di avere un espandersi dell’anticiclone africano sul Mediterraneo centrale. Nelle ultime elaborazioni, invece, alla fine della prima decade di Ottobre non vedono niente di ciò – anzi, sì, qualcosa di marginale, più che altro derivante da un richiamo di aria calda perché ci sono delle basse pressioni più a nord o ovest. Insomma, non un vero e proprio anticiclone, ma una situazione che potremmo definire temporanea di miglioramento con una crescita sensibile della temperatura che però non raggiungerebbe valori come quelli che abbiamo visto negli altri anni in Ottobre.

 

Ecco perché i modelli matematici vedono una situazione propensa ad avere quelli che sono chiamati scambi di masse d’aria secondo i meridiani, cioè aria fredda che viene da nord verso sud e, nel caso dell’Europa, masse d’aria meridionali che riportano dall’Africa verso nord aria calda. Quindi una sorta di condizione meteo autunnale vera e propria, alla fin fine vicina alla media, anche se le temperature in alcune aree europee ma anche in Italia, come abbiamo visto a breve termine, andranno decisamente sotto la media di riferimento – sia quella recente, ovvero periodo 1990-2020, ma anche periodi antecedenti. Cioè farebbe decisamente più freddo rispetto alla media climatica anche degli anni ’70, per così dire, perché viene aria fredda.

 

Ora si crea una domanda: come mai farà freddo se, ad esempio, nelle regioni polari si registrano continuamente temperature molto più alte della media? Questo interrogativo ha una risposta: perché una volta che le masse d’aria scendono verso sud, incontrano anche terre emerse dove tendono a raffreddarsi. L’aria fredda in quota è però anche associata a nubi e precipitazioni e, come sappiamo, le precipitazioni tendono a spingere verso il suolo l’aria fredda. Insomma, per una serie di meccanismi – per semplificare – le previsioni vedono un trend nella prima decade di Ottobre decisamente più freddo rispetto a quello che abbiamo visto in altri anni, anche se è capitato che proprio la prima decade di Ottobre sia stata presa di mira da queste condizioni autunnali precoci.

 

Apparentemente anche perché dobbiamo considerare che se in alcune regioni italiane a metà Ottobre – parliamo del Nord Italia – è prevista l’accensione dei termosifoni, ciò vuol dire che a metà Ottobre fa freddo o dovrebbe fare freddo. Però farebbe anche più freddo rispetto a come ci dovrebbe essere tendenzialmente, ovviamente, perché qui parliamo di proiezioni a più lungo termine.

 

Quello che però emerge da tutto l’insieme previsionale è una maggiore variabilità rispetto a quella che si vedeva in passato, cioè si passerebbe da temperature miti al freddo e viceversa. Questo crea anche un certo disagio fisico perché il corpo umano si deve abituare a questi sbalzi termici importanti che creano piuttosto fastidio. Noi europei non siamo abituati come, ad esempio, invece lo sono gli americani nel semestre freddo, che vivono periodi miti e poi improvvisamente ondate di gelo che noi in Europa non subiamo se non in tempi con ondate di gelo storiche.

 

Concludendo, il ritorno del meteo estivo nella prima decade di Ottobre non ci sarà secondo quanto emerge dai modelli matematici. Però potrebbe essere rimandato più avanti, anche se però a questo punto non avrebbe il vigore che avrebbe potuto avere tra fine Settembre e la prima decade di Ottobre. Ormai la stagione verso l’autunno sta avanzando e quindi questo è il periodo, in teoria, del semestre freddo. Tuttavia, quest’anno l’estate ha perso, come dire, potenza: non si sta espandendo al momento verso Ottobre, anche se però un ritorno con una certa furia potrebbe farla con valori anche record, perché questo è il clima che ormai stiamo vivendo diffusamente nel nostro pianeta. Ma su questo avremo modo di parlarne osservando proiezioni a più lungo termine, quelle che si spingono fino a un mese e mezzo di validità.

 

Le previsioni sono state elaborate consultando i dati di ECMWF e del Global Forecast System (GFS). (TEMPOITALIA.IT)

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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