
(TEMPOITALIA.IT) Sta per iniziare il periodo meteorologicamente più interessante dell’anno. Con l’avvicinarsi di ottobre, si apre il trimestre decisivo per l’evoluzione atmosferica del continente europeo: ottobre, novembre e dicembre rappresentano infatti la fase di transizione tra la circolazione primaverile-estiva e quella autunno-invernale. Un passaggio delicato e complesso, che si gioca su equilibri sempre più fragili e suscettibili alle dinamiche della stratosfera.
Dal dominio dell’Alta Pressione Polare alla nascita del Vortice Polare
In questo periodo dell’anno, l’Alta Pressione Polare comincia a cedere il passo al ben più noto e temuto Vortice Polare, figura ciclonica che governa le sorti dell’inverno nell’Emisfero Boreale. Non è un argomento nuovo, ma troppo spesso trattato in maniera superficiale o, al contrario, eccessivamente tecnica.
Già alcune settimane fa si era accennato alla formazione embrionale del Vortice, allora appena in fase di costruzione. Da allora, le cose si sono mosse. E non poco.
Stratosfera sotto pressione: le anomalie che stanno cambiando le regole
Nell’analizzare la situazione, si era posto l’accento su una serie di blocchi anticiclonici che, con flussi anomali di calore, stavano condizionando lo sviluppo della circolazione stratosferica. Questi innesti caldi, provenienti da latitudini inferiori, hanno avuto l’effetto di indebolire la struttura del Vortice Polare, rallentandone il consolidamento.
Tali anomalie si riflettono già oggi nelle dinamiche sinottiche attuali. L’attuale peggioramento meteorologico, ad esempio, ne è una diretta conseguenza. Ma sarà l’inizio di ottobre a segnare una svolta ancora più significativa.
Aria artica pronta a invadere l’Europa orientale e il Mediterraneo
Stando alle attuali proiezioni, aria fredda d’origine artica sarebbe pronta a riversarsi su Est Europa, con potenziale espansione verso il cuore del Mediterraneo centrale. Una dinamica tipica dei mesi invernali, resa possibile da un robusto blocco anticiclonico che si insedierà con forza su Europa centro-occidentale e settentrionale.
Il termine “blocco” è usato con cognizione di causa: si tratta di una struttura capace di interrompere il flusso zonale dell’aria mite oceanica, favorendo invece l’irruzione di masse d’aria più fredde da nord-est. Questo tipo di assetto, noto come scambio meridiano, è quanto di più vicino alle configurazioni invernali.
Un’irruzione fredda con componente orientale: se fosse gennaio…
Sarà, in effetti, uno scambio meridiano in piena regola, anche se con una componente orientale prevalente su quella settentrionale. Un dettaglio tutt’altro che secondario: se fossimo a gennaio, o anche solo a dicembre inoltrato, ci troveremmo con tutta probabilità di fronte a un’ondata di gelo in piena regola.
Così non sarà, almeno per ora. Ma l’assetto atmosferico è di quelli da annotare con attenzione, perché potrebbe gettare le fondamenta per un inverno completamente diverso rispetto agli ultimi anni.
Un inverno “normale” sarebbe già una piccola rivoluzione
L’esperienza degli ultimi inverni ci ha abituati a stagioni piatte, miti e poco dinamiche, spesso dominate da strutture anticicloniche persistenti e da mancanza di vere irruzioni fredde. Alla luce di ciò, un inverno semplicemente “normale” — fatto di freddo, perturbazioni e, perché no, anche un po’ di neve — rappresenterebbe una notizia eccellente.
Le premesse, al momento, sono incoraggianti. Ma come sempre accade in meteorologia, sarà il tempo stesso a confermare o smentire le attese. (TEMPOITALIA.IT)






