A partire da giovedì 18 settembre, il meteo subirà una nuova accelerazione verso condizioni ancora più estreme: l’afflusso di aria sahariana, già ben attivo, subirà un’ulteriore intensificazione, interessando quasi tutta la Penisola. Le conseguenze saranno temperature in forte aumento, con picchi che, secondo le ultime elaborazioni, potrebbero toccare i 30/32 gradi in Pianura Padana e valori anche più alti nelle regioni centrali come Umbria, Toscana interna e Lazio.
In Sicilia e nel profondo Sud, si stima che la colonnina possa addirittura sfiorare i 35-36 gradi, soprattutto nelle zone lontane dal mare come l’entroterra agrigentino e il siracusano. A rendere il tutto più opprimente saranno le temperature minime, che durante la notte non scenderanno sotto i 21-22 gradi, rendendo difficile il riposo notturno, soprattutto nei centri urbani dove il fenomeno dell’isola di calore amplifica l’effetto del caldo.
Cosa sta succedendo nell’atmosfera? Una spiegazione didattica
Per capire meglio la dinamica di questo settembre così anomalo, bisogna immaginare l’atmosfera come un sistema di equilibri termici e pressori. Quando una massa d’aria calda, come quella sahariana, si solleva verso nord, porta con sé una pressione elevata al suolo e temperature anomale in quota. Questo crea un blocco atmosferico che impedisce il passaggio di fronti più freschi. In altre parole, è come se l’Italia fosse sotto una campana di vetro climatica, dove tutto resta immobile e caldo.
Questo tipo di configurazione meteo è tipico dell’estate piena, ma il fatto che si verifichi a metà settembre, e con questa intensità, è un chiaro segnale di quanto il clima stia subendo mutamenti significativi, non episodici.
L’autunno bussa alla porta: possibile svolta meteo dal 23 settembre
Secondo le ultime proiezioni dei principali centri di calcolo la situazione potrebbe però cambiare in maniera decisa a partire da lunedì 23 settembre. È prevista infatti la discesa di una massa d’aria più fresca e instabile dal Nord Europa, che andrebbe a scardinare il dominio dell’alta pressione africana. Tale irruzione potrebbe originare un vortice ciclonico mediterraneo, capace di portare temporali intensi, rovesci diffusi e un calo termico netto su molte regioni italiane.
La differenza sarà evidente: in pochi giorni si passerebbe da valori di 35 gradi a massime più consone alla stagione, con temperature in calo di 7-8 gradi. Ciò significherebbe tornare a massime attorno ai 24-26 gradi in caso di schiarite, ma a valori anche più bassi laddove il meteo si manterrà turbolento.
Il primo ad avvertire il cambiamento sarà il Nordovest alpino, con rovesci in ingresso già nella serata di domenica 22, poi toccherà anche il Centro Lunedì e infine il Sud entro Martedì dove però il passaggio instabile potrebbe risultare più attenuato, lasciando in eredità solo un calo termico senza fenomeni particolarmente intensi.
