
(TEMPOITALIA.IT) Dopo il brusco raffreddamento che ha colpito Adriatico e Sud Italia, con un clima tipicamente autunnale e giornate insolitamente fresche, il tempo è destinato a cambiare ancora una volta. La fase fredda che in queste ore sta interessando diverse regioni non avrà vita lunga: già nei prossimi giorni sarà soltanto un ricordo.
Il mese di ottobre confermerà il suo carattere imprevedibile e ricco di contrasti. Dal fine settimana, infatti, il ritorno dell’alta pressione delle Azzorre accompagnerà un flusso di aria più mite di origine sub-tropicale atlantica. Questo passaggio determinerà un incremento rapido della colonnina di mercurio, con un riscaldamento particolarmente evidente lungo l’arco delle Alpi e sull’Appennino settentrionale.
Tra domenica 5 e martedì 7 ottobre, a quota 1500 metri, sono attese isoterme comprese tra 14 e 16°C, un valore decisamente più elevato rispetto agli attuali 2-4°C registrati alla stessa altezza durante l’ondata di freddo in corso.
Anche le pianure non resteranno escluse da questa fase più mite. A partire da domenica, le massime potranno avvicinarsi ai 23°C nel Nord Italia, per poi estendersi nei primi giorni della nuova settimana anche al Centro e al Sud, cancellando le tracce del freddo recente.
Molti si chiedono se questo significhi il ritorno del vero caldo. La risposta è no, se con caldo si intendono i valori prossimi ai 30°C tipici delle fiammate africane. Tuttavia, in diverse località si potranno comunque toccare i 25°C, temperature certamente elevate per l’inizio di ottobre, anche se non tali da favorire bagni in mare o giornate di piena estate.
Un dettaglio da non trascurare riguarda le acque del Mar Mediterraneo, che nelle ultime giornate si sono raffreddate in modo sensibile a causa dell’ondata di aria fredda. Questo significa che, anche con l’arrivo dell’alta pressione e del clima più mite, la temperatura superficiale del mare resterà inferiore rispetto a quella di appena due settimane fa.
Credit
l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF, e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)






