(TEMPOITALIA.IT) Un avvio di ottobre tanto freddo non si vedeva da anni. Diverse aree del Sud Italia, in particolare sul basso Adriatico, hanno registrato un inizio di mese da record negativo. In alcune località di Puglia, Basilicata e Molise le temperature massime non hanno superato gli 11-12 °C anche in pianura, un valore straordinariamente basso per la stagione e che ha sorpreso meteorologi e cittadini.
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Dopo questa prima fase rigida, una nuova perturbazione è pronta a bussare alle porte della Penisola. Tra lunedì 6 e martedì 7 ottobre, l’arrivo di venti freddi di tramontana porterà un ulteriore peggioramento del tempo, specialmente sulle regioni adriatiche e meridionali. Soltanto intorno all’8 ottobre si potrà assistere a un graduale miglioramento, con il ritorno di condizioni più stabili e un rialzo delle temperature.
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Molti, dopo aver riposto gli abiti estivi, penseranno che l’autunno abbia ormai preso definitivamente il sopravvento. Tuttavia, la natura — si sa — ama sorprendere, e questo ottobre sembra voler riscrivere le regole stagionali.
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Con l’avanzare della seconda settimana del mese, l’alta pressione tornerà a dominare la scena meteorologica. Tra l’8 e il 15 ottobre, l’Italia vivrà un sensibile aumento delle temperature: le massime supereranno spesso i 20 °C, con punte di 23-24 °C dalla Val Padana fino all’estremo Sud. Un clima quasi tardo-estivo, in netto contrasto con i freddi giorni precedenti.
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Ma la vera sorpresa potrebbe arrivare subito dopo la metà del mese. Secondo alcune proiezioni del modello americano, tra il 17 e il 20 ottobre il vortice polare tornerà a intensificarsi, spingendo masse d’aria gelida verso l’Europa centro-settentrionale. Una parte di questa irruzione potrebbe lambire anche il Mediterraneo, provocando un nuovo crollo termico al Centro e al Nord Italia, accompagnato da piogge, temporali e, in alcune zone montane, dalle prime nevicate di stagione.
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Mentre il Nord si troverà a fare i conti con un clima rigido e instabile, il Sud e le Isole Maggiori potrebbero vivere una situazione completamente opposta. I venti caldi provenienti dal Nord Africa potrebbero infatti riportare le temperature su valori quasi estivi, con picchi prossimi ai 30 °C tra Calabria e Sicilia. Un contrasto netto che renderebbe l’Italia letteralmente spaccata in due, con il Nord immerso in un anticipo d’inverno e il Sud sotto l’influsso di un’improvvisa fiammata africana.
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Chi vive lungo le coste meridionali potrebbe persino concedersi un ultimo assaggio d’estate, con giornate miti e cieli limpidi, ideali per qualche ora di relax in spiaggia. Tuttavia, si tratta ancora di proiezioni a lunga scadenza, e le traiettorie delle masse d’aria fredde provenienti dal Nord Europa restano soggette a modifiche nei prossimi aggiornamenti dei modelli.
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Credit – Le analisi e le previsioni sono basate sulle informazioni provenienti dai principali global models, come ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e GFS (Global Forecast System). (TEMPOITALIA.IT)





